martedì 27 Ottobre 2026
Pavel Durov

«Complicità con il terrorismo». Mosca vuole arrestare il fondatore di Telegram

Il provvedimento è conseguente alle indagini dei servizi segreti russi, che ritengono Pavel Durov colpevole del reclutamento di sabotatori da parte di Kiev

Di Maria Vittoria Ciocci
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Mosca ha emesso un mandato di cattura per Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram, con l’accusa di «complicità al ». Lo confermano i servizi di sicurezza russi (Fsb). Il provvedimento si inserisce nell’ambito di un’inchiesta penale, che riguarda la presunta eliminazione di un bot di incontri utilizzato dai servizi speciali ucraini per reclutare sabotatori.

Nel comunicato diffuso dagli agenti dell’intelligence, si che 46 giovani russi, tra i 12 e i 22 anni, sono stati nel del 2025 per aggressioni ai delle forze dell’ordine. Tutti i soggetti identificati, sostiene il Fsb, avrebbero utilizzato Leo Match Bot, vietato nel territorio russo. Per questo il Cremlino ha limitato in modo consistente l’accesso a e Telegram.

Da qui il mandato di arresto per Durov, che attualmente si trova in . Il Fsb specifica che l’imprenditore è nato in Russia, ma possiede anche il passaporto francese ed emiratino. Già nell’agosto del 2024, il CEO di Telegram era arrestato, per diversi giorni, dalle autorità di Parigi, perché considerato responsabile dei contenuti illeciti diffusi dagli utenti sulla piattaforma. Nel marzo 2025, poi, i giudici gli avevano concesso il permesso di espatrio e Durov era tornato negli Emirati Arabi Uniti, che ospitano la sede della sua società.

Nonostante il Cremlino abbia in parte vietato l’utilizzo di Telegram, le istituzioni e i ministri continuano a usufruirne per diffondere informazioni e notizie, mentre gli utenti accedono all’applicazione alle VPN, strumenti che permettono di nascondere l’indirizzo IP e di bypassare i controlli.

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