mercoledì 29 Luglio 2026
Adriano Cappellari ph Ansa

“L’attentato era falso”. Il giornalista Adriano Cappellari è indagato per simulazione di reato e calunnia

L’uomo avrebbe fatto esplodere un ordigno fuori casa sua, facendo credere che si trattasse di un episodio intimidatorio

Di Redazione
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Il Adriano Cappellari è indagato dalla di Vicenza con le di incendio, calunnia, simulazione di reato, procurato allarme e truffa ai danni dello Stato per aver inviato lettere minatorie contro di sé, la Presidente del Consiglio, Meloni, e il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello. Inoltre, è accusato di aver fatto esplodere un ordigno artigianale fuori dalla propria abitazione il 30 maggio 2026.

Per mesi avrebbe simulato di essere vittima di intimidazioni, facendo ritrovare anche numerosi fogli contenenti “minacce di morte”, scritte in stampatello maiuscolo con inchiostro e rivolte contro di lui, la Presidente del Consiglio e il parroco. Questi episodi avrebbero scatenato la solidarietà di colleghi e istituzioni. Anche il Presidente della Camera, , il Presidente della Regione, Alberto Stefani, e l’Ordine dei giornalisti si erano espressi a sostegno del cronista.

Le indagini su Cappellari

Cappellari era stato sentito più volte dalle forze dell’ordine e avrebbe espresso dei dubbi nei confronti di persone residenti a Enego e nei Comuni limitrofi. Nei confronti di uno di essi, i Carabinieri avevano svolto verifiche in base alle immagini delle di videosorveglianza. Gli specialisti del avevano individuato una persona tra 1,69 e 1,75 metri d’altezza, in tuta da ginnastica.

Secondo il procuratore di Vicenza, quindi, si tratterebbe di una serie di minacce inscenate. L’altezza del sospetto ripreso dalle telecamere al momento del deposito della busta e dell’innesco della bombola di gas corrisponde a quella del giornalista. Per questo, all’alba del 29 luglio, i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella sua abitazione.

Secondo quanto riferito, l’autore dell’attentato avrebbe staccato le etichette dalle bombolette di gas, ma i militari ne avrebbero controllato l’acquisto su una piattaforma di e-commerce. Le uniche di questi prodotti a Enego corrispondevano ad altrettanti acquisti fatti da Cappellari: quattro cartucce di gas butano/propano il scorso, e sei bottiglie di alcol etilico il 29 aprile, prodotti poi consegnati il 4 maggio.

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