giovedì 13 Agosto 2026

Migliaia di migranti hanno invaso Ceuta. E Meloni apre alla crisi con la Spagna

Emergenza nell'enclave spagnola in Marocco: dieci morti, esercito in campo e tensione diplomatica tra Sanchez e la premier italiana

Di Redazione
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Migliaia di persone hanno attraversato tra giovedì pomeriggio e venerdì il confine tra il Marocco e Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana. Molti hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto, altri hanno superato o travolto le barriere di confine. Secondo le autorità, almeno dieci persone sono morte durante la traversata, mentre una ventina risultano disperse. Intanto altre migliaia di persone si stanno radunando lungo il confine con l’intenzione di tentare l’ingresso.

Si tratta del più massiccio afflusso di migranti registrato a Ceuta dal 2021, un evento che ha spinto il spagnolo a rafforzare immediatamente il dispositivo di sicurezza.

Perché migliaia di persone hanno attraversato il confine

Resta ancora poco chiaro cosa abbia provocato un afflusso così massiccio in poche ore. In un primo momento era stato ipotizzato che a spingere molte persone verso Ceuta fosse una recente sentenza della spagnola, che all’inizio di luglio ha stabilito che i migranti intercettati mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla via mare non possono essere respinti immediatamente e devono essere presi in carico dalle autorità spagnole. Una ricostruzione che, però, è stata smentita dalle testimonianze raccolte dal quotidiano El País tra molti dei migranti arrivati nell’enclave. Le ragioni dell’esodo sembrano invece legate soprattutto alle difficili condizioni economiche e sociali vissute nei Paesi di origine e alla speranza di poter raggiungere l’Europa attraverso uno dei pochi confini terrestri tra Africa e Unione europea. Nel frattempo il governo spagnolo ha precisato che quella sentenza non si applica alle persone entrate dal Marocco negli ultimi giorni.

Madrid invia l’

Per fronteggiare l’, il governo di Madrid ha disposto l’invio di migliaia di militari e di ulteriori forze di polizia. Venerdì il primo ministro Pedro Sánchez e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska si recheranno personalmente a Ceuta per seguire da vicino la gestione della e coordinare le misure di controllo del confine.

La situazione resta in evoluzione, mentre le autorità temono nuovi tentativi di attraversamento nelle prossime ore.

Lo diplomatico con l’

La crisi ha avuto immediate ripercussioni anche sul piano politico europeo. Giovedì sera la Giorgia Meloni ha dichiarato che il governo italiano sta valutando una sospensione temporanea degli accordi di Schengen nei confronti della Spagna, una misura prevista dai trattati in caso di emergenze straordinarie.

L’ipotesi è stata però giudicata soprattutto simbolica. Italia e Spagna, infatti, non condividono un confine terrestre e un’eventuale sospensione comporterebbe principalmente un rafforzamento dei controlli su passeggeri in arrivo via aerea e marittima, senza incidere direttamente sulla gestione della frontiera di Ceuta.

Le dichiarazioni hanno provocato una dura reazione da parte di Madrid. Il ministro degli spagnolo José Manuel Albares ha criticato apertamente il governo italiano e ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore italiano in Spagna.

Ceuta e Melilla, le porte d’ingresso verso l’Europa

Ceuta e Melilla sono le due enclave spagnole situate sulla costa del Marocco e rappresentano gli unici confini terrestri tra l’Africa e l’Unione europea. Da anni sono uno dei principali punti di accesso per migliaia di persone che cercano di raggiungere il territorio europeo per presentare domanda di asilo o ottenere altre forme di protezione internazionale.

Proprio giovedì il governo spagnolo ha deciso di chiudere il valico di Melilla, nel tentativo di evitare che l’emergenza si estendesse anche all’altra enclave.

La sentenza e i rimpatri

Nella serata di giovedì il governo spagnolo ha inoltre precisato che la sentenza della Corte Suprema non si applica ai migranti entrati dal Marocco negli ultimi giorni. Madrid ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il governo marocchino per accelerare le procedure di rimpatrio dei nuovi arrivati, senza però fornire ulteriori dettagli sulle modalità operative dell’intesa.

 

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