giovedì 13 Agosto 2026
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Perù, il giallo del Cessna caduto

L’inchiesta punta su quattro possibili cause del disastro: avaria, maltempo, errore umano e cedimento strutturale. Gli investigatori analizzeranno i dati di bordo, il tracciamento Gps e i trasponder

Di Giacomo Calafiore
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Proseguono le indagini sul tragico incidente che ha coinvolto un Cessna 208B Grand Caravan precipitato sabato 1 agosto nei campi di Pueblo Viejo, in Perù. Il velivolo trasportava undici turisti e due piloti quando, durante un volo turistico diretto verso la celebre area delle linee di Nazca, ha perso quota fino a schiantarsi al suolo. Gli investigatori hanno individuato quattro ipotesi principali sulle quali concentrare il lavoro: un’avaria meccanica, il maltempo, un umano oppure un cedimento strutturale. Gli non escludono che il disastro possa derivare dalla combinazione di più fattori, circostanza frequente negli incidenti aeronautici. Le autorità peruviane coordinano gli accertamenti con il contributo di specialisti provenienti da , Germania, Spagna e Stati Uniti, chiamati a collaborare nella ricostruzione della dinamica.

Le quattro ipotesi al centro dell’inchiesta

L’assenza della scatola nera rappresenta uno degli ostacoli principali per gli investigatori. Il Cessna 208B Grand Caravan coinvolto nell’incidente, identificato con la matricola 0B-2001, non dispone infatti di registratori di volo come quelli installati sugli aerei di linea. Gli esperti dovranno quindi affidarsi ad altri elementi tecnici, tra cui i dati dei trasponder, il tracciamento Gps, le informazioni registrate dall’avionica e i parametri del motore. Tutti questi sistemi potranno offrire indicazioni preziose per comprendere il comportamento dell’aereo negli ultimi minuti prima dello schianto e verificare se un eventuale guasto abbia compromesso il del velivolo.

Tra i filmati diffusi dopo l’incidente, uno mostra il Cessna mentre precipita privo di un’ala e con parti dell’altra struttura che si staccano durante la caduta. Questa circostanza alimenta le verifiche sull’eventuale cedimento strutturale, anche se gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi. Secondo le informazioni disponibili, i piloti avrebbero tentato alcune manovre di emergenza dopo la comparsa di un problema tecnico. , ministro del Commercio estero e del del Perù, ha dichiarato: «Dall’aereo hanno segnalato problemi meccanici». La comunicazione di emergenza risulta infatti tra gli elementi già acquisiti dagli investigatori.

Il ruolo del maltempo e delle paracas

Grande attenzione riguarda anche le condizioni meteorologiche presenti nella zona. Da diversi giorni l’area delle linee di Nazca veniva interessata dalle cosiddette paracas, forti raffiche di vento accompagnate da polvere e sabbia che possono ridurre la visibilità e rendere particolarmente impegnative le operazioni di volo. Al momento della partenza del Cessna, il vento raggiungeva circa 40 chilometri orari, mentre il giorno precedente le raffiche avevano toccato i 48 chilometri orari. Per questo motivo nei giorni precedenti alcune erano state sospese in via precauzionale e soltanto sabato erano ripresi i voli turistici.

Il velivolo della compagnia era decollato alle 12.10 ora locale dall’aeroporto di Pisco, località utilizzata come base operativa dopo la sospensione delle attività nella zona più vicina alle linee di Nazca. Alle 13.01 l’aerodromo ha ricevuto la comunicazione di emergenza proveniente dall’aereo, ma successivamente non sono arrivate ulteriori risposte alle richieste inviate da terra. Poco dopo un altro velivolo impegnato in una ricognizione ha individuato una colonna di fumo nell’area dell’impatto, consentendo di localizzare rapidamente il luogo dell’incidente.

Le caratteristiche del Cessna Grand Caravan

Secondo i dati disponibili attraverso la piattaforma , risultano operativi oltre mille esemplari del Cessna 208B Grand Caravan nel mondo. Si tratta di un monomotore non pressurizzato, progettato per operare a quote medio-basse e largamente impiegato nei collegamenti regionali, nel trasporto merci e nei voli turistici. Proprio per le sue caratteristiche operative, il velivolo può risentire maggiormente delle turbolenze e delle condizioni atmosferiche avverse rispetto agli aerei commerciali impiegati sulle rotte di linea. Gli investigatori analizzeranno anche questo aspetto per verificare l’eventuale influenza delle condizioni meteo sull’evoluzione dell’emergenza.

I precedenti e il dibattito sulla sicurezza

Il nuovo incidente riporta l’attenzione sulla sicurezza dei voli turistici che sorvolano le linee di Nazca, una delle principali attrazioni archeologiche del Perù. Negli ultimi decenni la zona ha già registrato altri gravi episodi. Nel 2002 un aereo della compagnia Aereo Santos precipitò con a bordo turisti olandesi e cileni. Nel 2010 un velivolo della compagnia Aero Nasca cadde durante un altro volo turistico provocando un nuovo drammatico incidente. Questi precedenti alimentano oggi il confronto sull’opportunità di rafforzare le regole che disciplinano questo tipo di attività.

La compagnia Aerodiana, attiva da diciotto anni, indicava sul proprio sito internet di disporre di tre aeromobili con una capacità di dodici passeggeri, sottoposti a manutenzione ogni cento ore di volo e affidati a piloti con ampia esperienza nella regione. Dopo il disastro il sito della società risulta offline e non arrivano risposte dagli uffici di Lima e di Pisco. Nel frattempo il governo peruviano valuta anche possibili interventi sul settore dei voli turistici, compresa l’ipotesi di limitarli o sospenderli in attesa delle conclusioni dell’inchiesta.

L’indagine dovrà ora stabilire quale sequenza di eventi abbia provocato la perdita di controllo del velivolo. Gli investigatori concentreranno il lavoro sull’analisi dei dati elettronici disponibili, sulle radio, sulle condizioni meteorologiche e sui resti dell’aereo. Solo la ricostruzione tecnica completa potrà chiarire se il disastro sia nato da un singolo evento oppure dall’interazione tra più fattori. Parallelamente resta aperto il tema della sicurezza dei voli panoramici sulle linee di Nazca, un’attività che continua ad attirare visitatori da tutto il mondo con prezzi generalmente compresi tra 300 e 600 euro, ma che oggi torna sotto osservazione dopo una delle tragedie più gravi degli ultimi anni.

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