Un’azienda leader nella cybersicurezza che sceglie di investire nell’arte contemporanea e nei giovani talenti. È la visione di Stefania Ranzato, fondatrice e proprietaria di Deas Cyber+, tra i sostenitori della 55ª edizione di Forme nel Verde, la manifestazione in corso a San Quirico d’Orcia fino al 1° novembre 2026. In un’intervista rilasciata ad Artuu, Ranzato spiega che la scelta nasce dalla convinzione che innovazione tecnologica e cultura condividano la stessa responsabilità: costruire il futuro attraverso le persone e le idee.
«Il talento va riconosciuto prima dei risultati»
Al centro del progetto c‘è YOUNG 2026, iniziativa che coinvolge venti studenti provenienti da dieci Accademie statali di Belle Arti italiane, ai quali viene offerta un’importante occasione di confronto e visibilità. «Valorizzare il talento significa prima di tutto riconoscere il valore unico che ogni individuo porta con sé», afferma Ranzato. «È una filosofia che ho ritrovato anche in Forme nel Verde attraverso la volontà di offrire spazio ai giovani artisti. Significa investire sulle idee prima ancora che sui risultati». Per l’imprenditrice, sostenere i giovani non rappresenta un semplice gesto di mecenatismo, ma una scelta strategica capace di generare crescita collettiva. «Arte e cybersicurezza sono più vicine di quanto sembri» A prima vista il mondo della sicurezza informatica e quello dell’arte contemporanea sembrano molto distanti. Secondo Ranzato, invece, condividono un elemento fondamentale: la capacità di interpretare la complessità. «L’arte osserva il presente e prova a immaginare il futuro attraverso linguaggi nuovi», spiega nell’intervista. «Anche nel nostro settore dobbiamo anticipare scenari che ancora non esistono. L’innovazione nasce dalla capacità di mettere continuamente in discussione ciò che sembra acquisito». Un concetto che porta a una riflessione più ampia: «La tecnologia deve sempre mantenere una forte dimensione umana. L’arte ci ricorda che dietro ogni progresso ci sono valori, emozioni, identità e relazioni che meritano di essere preservati».
Il ruolo culturale delle imprese
Secondo la fondatrice di Deas Cyber+, oggi le aziende sono chiamate ad assumere un ruolo che va oltre quello economico. «Un’impresa non può limitarsi a generare risultati», sottolinea. «Ha anche la responsabilità di contribuire alla crescita culturale della società, alimentando il pensiero critico e sostenendo i luoghi in cui nascono idee, creatività e confronto». Per questo motivo il sostegno a Forme nel Verde rappresenta, secondo Ranzato, una scelta perfettamente coerente con la visione aziendale.
Giovani al centro della crescita
Deas Cyber+ è un’azienda con un’età media particolarmente giovane e continua a investire nella formazione di nuovi professionisti, non soltanto nel settore tecnologico. «La vera innovazione nasce dall’incontro tra competenze diverse», osserva la founder. «Un artista, un ricercatore, un ingegnere o un esperto di sicurezza informatica condividono la stessa capacità di immaginare ciò che ancora non esiste». Per Ranzato il modello da seguire è quello di un’impresa che investe contemporaneamente nei giovani professionisti e nei talenti della cultura. «Quando un’azienda decide di credere nei talenti e nella loro crescita, non investe soltanto sul proprio futuro, ma contribuisce a costruire una società più creativa, innovativa e competitiva», conclude.
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