giovedì 13 Agosto 2026

Cosa c’è nell’accordo Iran-Oman su Hormuz (su cui Trump ha l’ultima parola)

Sessanta giorni di tregua, nuove regole per Hormuz e ripresa dei negoziati: l’accordo Iran-Oman attende il via libera del tycoon

Di Redazione
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Sessanta giorni di per allentare la tensione nel Golfo e provare a riaprire il tra e Iran. È questo il cuore della bozza di accordo raggiunta tra e l’Oman sullo Stretto di Hormuz, sulla quale dovrà ora pronunciarsi l’amministrazione Trump. Secondo le indiscrezioni, l’intesa punta a congelare gli reciproci e a creare le condizioni per riprendere i colloqui interrotti a giugno, affrontando due dossier strettamente collegati: la sicurezza della navigazione nello Stretto e il programma nucleare iraniano.

Come cambia il traffico navale

La novità più rilevante riguarda la gestione del transito delle . Per i primi 60 giorni il traffico sarà diviso in due corridoi distinti. Le navi dirette verso il Golfo Persico navigheranno lungo una corsia settentrionale all’interno delle acque territoriali iraniane, sotto il controllo diretto di Teheran. Quelle in uscita dal Golfo verso il Mar Arabico utilizzeranno invece una corsia meridionale situata nelle acque territoriali dell’Oman, amministrata dalle autorità di Muscat in coordinamento con l’Iran. L’obiettivo è garantire una gestione ordinata dei flussi commerciali in una delle rotte energetiche più strategiche del mondo, da cui passa una quota rilevante delle esportazioni mondiali di petrolio e .

Il piano di sminamento

L’intesa prevede anche un programma di 30 giorni per la bonifica della corsia centrale dello Stretto, dove dovranno essere rimosse le mine presenti. Una volta completate le operazioni, quel tratto diventerà un corridoio permanente utilizzabile dal traffico navale in entrambe le direzioni. Secondo le indiscrezioni, l’Iran starebbe valutando di consentire anche il coinvolgimento di Paesi europei nelle operazioni di sminamento, un’apertura che rappresenterebbe un segnale di collaborazione internazionale dopo mesi di forte tensione.

La tassa di servizio

Per i primi due mesi non saranno introdotti pedaggi obbligatori.  Le compagnie di navigazione dovranno però versare una “tassa di servizio” destinata a finanziare la sicurezza delle navi, la protezione degli equipaggi e la tutela dell’ambiente marino.Allo scadere dei 60 giorni lo scenario potrebbe cambiare. L’Iran punta infatti a introdurre e pedaggi di transito per tutte le navi mercantili e le petroliere che attraversano Hormuz. Proprio questo rappresenta uno dei più delicati del negoziato e dovrà essere discusso nelle prossime trattative.

Ora la decisione di Washington

La bozza non è ancora definitiva. Per entrare in vigore dovrà ottenere il via libera dell’amministrazione Trump. Se approvata, potrebbe rappresentare il primo passo verso una di dialogo tra Washington e Teheran, con l’obiettivo di ridurre il rischio di incidenti nello Stretto di Hormuz e rilanciare il confronto sul nucleare iraniano.

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