lunedì 28 Settembre 2026
Giuseppe Conte sul Libano

“Scavate pure, non troverete nulla”. Conte trasforma la Commissione in un processo alla destra

L'ex premier rilancia il caso delle mascherine contestate e attacca Meloni: “I veri patrioti sono stati i servitori dello Stato, non chi speculava mentre il Paese affrontava l’emergenza”.

Di Redazione
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Cinque ore di audizione, decine di botta e risposta e una strategia precisa: ribaltare il banco degli imputati. Giuseppe Conte arriva davanti alla parlamentare d’inchiesta sul Covid deciso a respingere ogni accusa e a trasformare l’esame sulla gestione della pandemia in un affondo contro il centrodestra. “Non ho paura, scavate pure, non troverete nulla”, ripete più volte, rivendicando ogni compiuta durante l’emergenza sanitaria.

La carta a sorpresa

L’ del Consiglio apre subito con un colpo di scena. Porta all’attenzione della Commissione un documento, già trasmesso alla Procura di , che solleverebbe dubbi sulla certificazione di milioni di mascherine fornite durante la pandemia dalla società Je Electronics. Conte chiede che Palazzo Chigi e il Ministero della sospendano qualsiasi pagamento legato alla vicenda fino necessari approfondimenti. Una mossa che sposta immediatamente il confronto dal passato al presente e costringe la maggioranza a difendersi.

“Questa Commissione è un plotone di esecuzione”

Il leader del Movimento 5 Stelle alza il livello dello scontro politico. Definisce la Commissione “un plotone di esecuzione” costruito per colpire la sua esperienza di governo, accusando la destra di aver escluso dall’indagine le responsabilità delle Regioni amministrate dal centrodestra. Poi il riferimento diretto a Giorgia , ricordando gli attacchi ricevuti durante la pandemia: “I veri patrioti sono stati i servitori dello , non chi speculava mentre il Paese affrontava l’emergenza”.

Lo scontro con Fratelli d’Italia

La replica della maggioranza non tarda ad arrivare. I parlamentari di Fratelli d’Italia contestano il documento sulle mascherine, ricordando che la vicenda è già stata esaminata dagli organi competenti e accusano Conte di utilizzare l’audizione come un palco politico. Nel mirino finiscono anche le scelte del governo giallorosso: dai all’obbligo vaccinale, fino al mancato aggiornamento del . Contestazioni alle quali l’ex premier risponde rivendicando la legittimità delle decisioni prese in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana.

Il processo diventa politico

Più che un’audizione tecnica, quella andata in scena si trasforma in un confronto politico senza esclusione di colpi. Da una parte Conte, deciso a difendere il proprio operato e a rilanciare accuse contro la destra. Dall’altra la maggioranza, convinta che la gestione della pandemia presenti ancora molte zone d’ombra da chiarire. L’impressione finale è che la Commissione Covid sia ormai diventata il terreno di uno scontro che va ben oltre la ricostruzione dei fatti. Un’arena politica nella quale governo e opposizione continuano a contendersi la narrazione di una delle pagine più controverse degli ultimi anni.

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