giovedì 13 Agosto 2026

«Rischio terrorismo islamista a Ceuta è concreto concreto». L’allarme dell’intelligence italiana

Un dossier dei servizi segreti, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, segnala possibili rischi legati alla mobilitazione sui social per una nuova ondata migratoria

Di Redazione
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A Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa nordafricana, cresce l’attenzione delle autorità per una mobilitazione online che potrebbe preludere a un nuovo tentativo di attraversamento della . Secondo il dossier dei servizi segreti arrivato a Palazzo e basato anche su informazioni condivise dall’ spagnola, sui starebbe circolando l’organizzazione di un nuovo esodo entro il 15 agosto. Gli investigatori stanno monitorando in particolare gruppi Facebook e conversazioni private su . In alcuni messaggi sarebbero comparsi riferimenti a possibili azioni concentrate nei giorni a manifestazioni già annunciate.

Una possibile regia

L’elemento che preoccupa maggiormente l’intelligence è la possibilità che dietro la mobilitazione non ci sia soltanto un movimento spontaneo. Secondo il rapporto, utenti attivi su TikTok starebbero diffondendo link che permettono di entrare in gruppi WhatsApp collegati a comunità Facebook. Tra i numeri telefonici presenti nelle conversazioni monitorate ne sarebbero stati individuati alcuni provenienti da diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Egitto, Algeria, , Libia e Senegal. Gli 007 parlano di una possibile «regia per la campagna», ma sottolineano che al momento non sarebbe possibile attribuirla a un’organizzazione o a un soggetto specifico.

Il ruolo dei trafficanti

Un altro aspetto evidenziato dal dossier riguarda il possibile coinvolgimento delle reti criminali che organizzano i viaggi dei migranti. I gruppi utilizzati per coordinare la mobilitazione potrebbero infatti essere sfruttati anche dai trafficanti di esseri umani, interessati a facilitare gli spostamenti e a organizzare nuovi ingressi irregolari nel territorio spagnolo. Per gli investigatori, dunque, il fenomeno potrebbe avere una componente migratoria, criminale e, potenzialmente, anche di sicurezza.

Il timore della radicalizzazione

La preoccupazione più delicata riguarda tuttavia il terrorismo. Il dossier segnala il rischio che Ceuta possa trasformarsi in un luogo di radicalizzazione e reclutamento jihadista. Il timore viene collegato anche alla situazione della vicina Fnideq, in Marocco, area che negli ultimi anni è stata interessata da diverse operazioni antiterrorismo condotte congiuntamente dalle autorità marocchine e spagnole contro presunte reti jihadiste attive oltre confine. Questo non significa che la mobilitazione migratoria sia automaticamente collegata al terrorismo: il dossier, secondo quanto riportato, segnala piuttosto un possibile rischio da monitorare.

rafforza la sicurezza

Nel frattempo la Spagna ha deciso di aumentare il dispositivo di sicurezza intorno a Ceuta. È stata predisposta una barriera galleggiante lunga circa 500 metri e sono state rafforzate le forze presenti nell’area. Il dispositivo comprende circa 2.000 , due fregate e un maggiore impiego della Guardia Civil e della Policía Nacional. L’obiettivo è prevenire nuovi tentativi di attraversamento della frontiera e gestire eventuali situazioni di emergenza. Per ora, quindi, l’ resta legato a un’attività di intelligence e a una mobilitazione osservata online. Saranno gli sviluppi dei prossimi giorni a chiarire se si tratti di una reale operazione organizzata oppure di una mobilitazione priva della capacità di trasformarsi in un nuovo esodo verso Ceuta.

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