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giovedì 23 Aprile, 2026
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Ursula von der Leyen

Iran, Ue spaesata e in ritardo: vertice per energia e difesa

La Commissione Ue si attiva, a due giorni dagli attacchi. Preoccupazione per le basi britanniche di Akrotiri e per l'aumento dei prezzi dell'energia.

Da Maria Vittoria Ciocci
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Nella giornata di ieri Ursula von der Leyen ha convocato un Collegio dei commissari straordinario, mentre il Parlamento Ue ha espresso solidarietà per la popolazione iraniana, dissociandosi dal “regime oppressivo che ha ucciso persone e che è contro qualsiasi legge”. Con queste parole la portavoce Paula Pinho chiarisce, al contempo, che l’intenzione è quella di invitare “le parti a rispettare pienamente il diritto internazionale”.

È intervenuta, infine, anche l’Alta rappresentante Kaja Kallas, la quale ha definito la morte di Ali Khamenei come “un momento decisivo nella storia dell’Iran”, auspicandosi che questo apra le porte a un futuro più libero. Ciò non toglie che, ancora una volta, l’Unione Europea sia arrivata in ritardo. E infatti le prime dichiarazioni, ad eccezione di Germania e Francia, sono giunte a distanza di due giorni dall’attacco.

La Commissione Ue al lavoro

Giovedì la Commissione europea organizzerà un incontro in merito ai potenziali rincari dell’energia, causati soprattutto dalla temporanea inaccessibilità dello stretto di Hormuz. Vi parteciperanno i rappresentanti di alto livello dell’Esecutivo e dei paesi Ue, insieme ai delegati dell’Agenzia per la cooperazione fra regolatori nazionali dell’energia (Acer) e della Banca europea per gli investimenti (Bei).

Bruxelles ha inoltre garantito il suo supporto agli Stati membri per l’evacuazione dei cittadini bloccati negli Emirati. Questo, grazie al meccanismo di protezione civile dell’Ue e al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze. Mentre, nei prossimi giorni, sarà convocata anche una riunione con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo.

Akrotiri, basi britanniche

Akrotiri, basi britanniche ph: ANSA

Tra le preoccupazioni, ci sono le basi britanniche di Akrotiri dislocate sull’isola di Cipro, raggiunte nelle ultime ore dai droni iraniani, dopo che Londra aveva concesso agli Stati Uniti di stabilirvi degli avamposti. L’iniziativa militare della Repubblica Islamica però non ha ancora attivato, per il momento, la clausola di mutua difesa dei 27 Stati membri. Anche se qualcuno ha già colto l’occasione per giustificare un ulteriore investimento sulla difesa.

Macron, proprio ieri, ha confermato che la Francia aumenterà il numero di testate nucleari – per la prima volta dal 1992 – e altri otto Paesi hanno espresso interesse nel fare lo stesso. Tra questi Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca.

 

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