lunedì 15 Giugno 2026
Mondiali di calcio 2026

Anche lo sport è stato travolto dalla guerra in atto: Iran verso l’esclusione dai Mondiali 2026

A causa delle tensioni in Medio Oriente sono a rischio decine di eventi sportivi programmati nei prossimi mesi

Da Redazione
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La guerra scuote gli stadi prima ancora dei governi. Competizioni sospese, squadre ferme negli alberghi, voli cancellati. E ora anche i Mondiali di calcio rischiano di perdere una delle nazionali qualificate: l’Iran è in bilico e la sua presenza negli Stati Uniti è tutt’altro che certa.

Il caso più delicato riguarda la del 2026 in programma negli Stati Uniti, Canada e . L’Iran dovrebbe giocare due partite a Los Angeles, contro Nuova Zelanda e Belgio il 15 e 21 giugno, e una terza sfida con l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Oggi però non c’è alcuna garanzia sulla partecipazione della selezione asiatica.

Non si è mai un boicottaggio del torneo per ragioni , né una situazione in cui un Paese ospitante colpisca una squadra qualificata a pochi mesi dall’inizio. Il presidente della federazione iraniana, Mehdi Taj, non nasconde il pessimismo: dopo l’, dice, è difficile guardare al Mondiale con fiducia. Anche la Fifa evita commenti netti.

In passato alcuni Paesi europei avevano ventilato l’idea di un boicottaggio quando Washington minacciò di annettere la . In Iran si era parlato di ritiro per i problemi legati ai visti e di una possibile assenza al sorteggio di novembre a Washington. Ora lo scenario è più cupo. Se non partecipasse, la Fifa potrebbe sostituire la squadra con un’altra federazione, anche di diversa area. Tra le ipotesi spunta l’Iraq, nona asiatica nei gironi e già ai playoff.

Intanto il caos si allarga. La Formula 1 parte dall’, ma per Bahrein e Arabia Saudita resta incertezza. L’equitazione cancella il Longines Global Champions Tour e il Doha Tour, la scherma rinvia le prove in Egitto, il ciclismo italiano salta la Coppa del Mondo su pista.

Tennisti bloccati a , pallavolisti di Cuneo e Cisterna in attesa di rientro, Qatar fermo con le attività sportive sospese. Anche la “Finalissima” tra Spagna e Argentina del 27 marzo è in dubbio. La corre veloce e lo sport resta appeso alle decisioni della politica.

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