mercoledì 19 Agosto 2026
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Sondaggio Ipsos-Doxa, Meloni vince con Schlein ma perde contro Conte

La nuova rilevazione sugli scenari di ballottaggio mostra due esiti opposti: il centrodestra guidato da Giorgia Meloni arriverebbe al 51,2% contro Elly Schlein, mentre con Giuseppe Conte come sfidante il campo progressista salirebbe al 51%, davanti al 49% del centrodestra

Di Redazione
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Il quadro delle possibili elezioni politiche assume contorni differenti a seconda del candidato scelto dal fronte progressista. Un nuovo sondaggio Ipsos-Doxa, pubblicato il 18 agosto 2026, mette a confronto due ipotesi di ballottaggio e consegna un risultato particolarmente significativo per gli equilibri tra centrodestra e opposizioni. Nel primo scenario, con Giorgia contrapposta a Elly Schlein, il centrodestra raggiungerebbe il 51,2% dei voti validi, mentre la coalizione progressista si fermerebbe al 48,8%. Nel secondo scenario, invece, la presenza di Giuseppe Conte cambierebbe il rapporto di forza: il campo progressista arriverebbe al 51%, superando il centrodestra, che si attesterebbe al 49%.

Meloni avanti nella sfida con Schlein

La prima simulazione propone dunque una sfida diretta tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein. In questo caso il vantaggio del centrodestra raggiungerebbe 2,4 punti percentuali. Il dato consegna alla coalizione guidata dalla presidente del Consiglio una maggioranza numerica dei voti validi, anche se la distanza resta relativamente contenuta. Una differenza di questo tipo non consente infatti di parlare di un margine particolarmente ampio e lascia a una competizione molto serrata, soprattutto considerando che una campagna elettorale potrebbe modificare gli orientamenti di una parte dell’elettorato.

Lo scenario assume inoltre un elemento preciso: Roberto Vannacci e Futuro Nazionale restano fuori dalla coalizione di centrodestra. Il sondaggio considera quindi una configurazione specifica degli schieramenti e non rappresenta una previsione sull’effettiva composizione delle alleanze che potrebbero presentarsi alle prossime elezioni. Il risultato va letto come una simulazione delle intenzioni di in un eventuale secondo turno, non come una certezza sull’esito di una futura consultazione elettorale.

Con Conte candidato il risultato cambia

La seconda ipotesi introduce invece Giuseppe Conte come candidato del fronte progressista. Ed è proprio in questo passaggio che emerge il dato politicamente più rilevante della rilevazione. Con l’ex presidente del Consiglio come sfidante, il campo progressista arriverebbe al 51%, mentre il centrodestra guidato da Giorgia Meloni scenderebbe al 49%. Il vantaggio cambierebbe quindi completamente di segno rispetto alla sfida con Elly Schlein: da +2,4 punti per il centrodestra si passerebbe a +2 punti per il campo progressista.

Il confronto tra i due scenari mostra quindi quanto la della leadership possa incidere sugli equilibri di un eventuale ballottaggio. La differenza tra Schlein e Conte non riguarda soltanto il nome del candidato, ma anche la capacità di mobilitare gli elettori delle diverse componenti dell’opposizione. I dati del sondaggio suggeriscono infatti una maggiore compattezza dell’elettorato del Movimento 5 Stelle quando la candidatura alla guida del fronte progressista ricade direttamente su Conte.

L’elettorato appare decisivo

La distribuzione dei voti degli elettori del Movimento 5 Stelle rappresenta uno degli elementi centrali della rilevazione. Nell’ipotesi di un ballottaggio tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, l’84% degli elettori sceglierebbe Schlein. Una quota del 16%, invece, resterebbe indecisa oppure sceglierebbe di non recarsi alle urne. Il dato cambia sensibilmente nello scenario con Giuseppe Conte: in quel caso la fedeltà dell’elettorato M5S al proprio leader arriverebbe al 96%.

La distanza tra l’84% e il 96% rappresenta uno degli aspetti più interessanti del sondaggio. La rilevazione indica infatti una maggiore capacità di mobilitazione dell’elettorato pentastellato quando il candidato coincide con il proprio riferimento politico. La candidatura di Conte ridurrebbe quindi in modo netto la quota di elettori M5S che potrebbero restare a casa o non prendere una posizione nel secondo turno. In una competizione con distanze nell’ordine di due punti percentuali, anche variazioni relativamente contenute nella possono assumere un peso rilevante.

Il fattore Vannacci pesa anche sul centrodestra

Un movimento analogo, seppure con proporzioni differenti, emerge anche dall’altra parte dello schieramento. Gli elettori di Futuro Nazionale, il partito associato a Roberto Vannacci, mostrerebbero infatti comportamenti differenti nei due scenari. Nel confronto tra Meloni e Schlein, l’89% di questi elettori sceglierebbe la leader del centrodestra. La percentuale scenderebbe invece al 77% nell’ipotesi di un ballottaggio tra Meloni e Conte.

Il cambiamento non si tradurrebbe soltanto in un trasferimento di consenso verso il candidato progressista. Nel secondo scenario aumenterebbe anche la quota di elettori di Futuro Nazionale che rimarrebbero indecisi o sceglierebbero di non votare. Secondo i dati riportati dalla rilevazione, questa componente passerebbe dall’11% al 20%. Inoltre, il 3% sceglierebbe Conte. Anche questo elemento contribuisce a spiegare perché il rapporto tra i due schieramenti cambi quando il candidato progressista passa da Schlein a Conte.

Un testa a testa ancora aperto

Il sondaggio restituisce quindi una fotografia caratterizzata da equilibri molto ravvicinati. Nessuno dei due scenari produce infatti una distanza tale da indicare un dominio netto di uno schieramento sull’altro. La sfida Meloni-Schlein assegna al centrodestra un vantaggio di 2,4 punti, mentre quella Meloni-Conte assegna al campo progressista un vantaggio di 2 punti. Il risultato complessivo evidenzia soprattutto il peso delle candidature e della capacità dei diversi leader di aggregare elettori provenienti da aree politiche differenti.

Occorre comunque distinguere il dato di un sondaggio da una previsione elettorale. Le percentuali fotografano gli orientamenti rilevati nel momento della ricerca e non possono anticipare con certezza il comportamento degli elettori al momento del voto. A maggior ragione in uno scenario ipotetico di ballottaggio, nel quale alleanze, campagna elettorale, affluenza, trasferimenti di voto e decisioni degli elettori indecisi possono modificare sensibilmente il risultato .

La rilevazione Ipsos-Doxa offre tuttavia un’indicazione politica precisa: la partita per il secondo turno potrebbe dipendere in larga misura dalla capacità dei di tenere insieme i rispettivi schieramenti. Da una parte Meloni mantiene un vantaggio nello con Schlein; dall’altra Conte riesce, secondo questa simulazione, a portare il campo progressista sopra la soglia del 50%. Il dato rende quindi la scelta della leadership uno dei principali elementi da osservare nel percorso verso le prossime elezioni politiche.

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