mercoledì 19 Agosto 2026
Elly Schlein e Giuseppe Conte

Centrosinistra, Schlein e Conte ancora divisi

Il confronto nel campo largo resta aperto tra primarie, programma e leadership

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Nel centrosinistra italiano il percorso verso una possibile alleanza alternativa al centrodestra continua a procedere tra aperture, confronti e tensioni. Al centro della discussione restano soprattutto Elly Schlein e Giuseppe Conte, i due leader che rappresentano le principali forze del campo progressista e che dovranno trovare una sintesi su un comune in vista delle prossime politiche. La costruzione del cosiddetto campo largo non appare quindi ancora definita nei suoi elementi fondamentali e il confronto sulla leadership rischia di intrecciarsi con quello sui contenuti, sulla politica estera e sulle modalità di selezione del alla presidenza del Consiglio.

La questione delle primarie rappresenta uno dei punti più delicati. Conte ha sostenuto con forza l’idea di ricorrere a una consultazione aperta per scegliere il candidato premier della coalizione, presentando le primarie come uno strumento per consentire agli elettori del centrosinistra di decidere direttamente la leadership. La proposta, però, ha incontrato una risposta prudente da parte di Schlein, che ha indicato una sequenza diversa. La segretaria del Partito Democratico ha spiegato: «Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito». La posizione chiarisce quindi che, per il Pd, la scelta del leader non può arrivare prima della definizione dell’intesa politica tra le diverse componenti.

Il nodo delle primarie resta sul tavolo

La distanza tra i due leader non riguarda soltanto una questione procedurale. Dietro il confronto sulle primarie emerge infatti una partita più ampia sulla natura stessa della futura coalizione. Conte punta a evitare che il peso elettorale del Movimento 5 Stelle finisca in secondo piano rispetto al Partito Democratico e considera la consultazione popolare uno strumento per stabilire in modo trasparente chi debba guidare l’eventuale alleanza. In precedenza aveva anche escluso l’idea di una figura di garanzia chiamata a rinviare la scelta del candidato premier, sostenendo che il confronto tra i possibili leader dovesse arrivare direttamente agli elettori.

Schlein, invece, deve tenere insieme esigenze differenti all’interno del Partito Democratico e dell’intero . Il Pd rappresenta attualmente la principale forza del campo largo e la segretaria non intende trasformare le primarie in una semplice competizione personale tra lei e Conte. La sua impostazione punta prima a costruire un sui contenuti e successivamente a individuare il candidato capace di rappresentare tutta la coalizione. In questo quadro, la leadership non può prescindere dal programma e dalle posizioni condivise sui principali dossier nazionali e internazionali.

Ucraina e politica estera dividono gli alleati

Le divergenze tra Schlein e Conte sono emerse con particolare evidenza anche sulla guerra in Ucraina e sul sostegno militare a . Il Movimento 5 Stelle mantiene una posizione contraria all’invio di ulteriori militari diretti e considera questo tema centrale nel confronto politico. Il Partito Democratico mantiene invece una linea differente e considera il con l’Ucraina, l’Unione Europea e gli alleati occidentali un elemento importante della propria impostazione internazionale. Proprio per questo motivo, la discussione sulle primarie si è intrecciata con quella sulla politica estera.

Conte ha successivamente chiarito che non esiste un problema personale con la segretaria del Pd e ha sottolineato il rispetto reciproco tra i due leader. Dopo le tensioni, i due hanno anche avuto un incontro a pranzo a Roma. «La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco», ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle. Il confronto personale, dunque, non ha prodotto una rottura, ma nemmeno ha eliminato le differenze politiche che continuano a caratterizzare il rapporto tra Pd e .

Il campo largo cerca una linea comune

La difficoltà maggiore riguarda ora la capacità delle diverse forze di trasformare una convergenza elettorale in un progetto politico credibile. Oltre a Pd e Movimento 5 Stelle, il confronto coinvolge anche Alleanza Verdi e Sinistra e le altre forze interessate alla costruzione di un fronte alternativo al centrodestra. Il rischio, per i partiti dell’opposizione, consiste nel presentarsi agli elettori con una coalizione formalmente unita ma ancora divisa sui temi fondamentali. Per questo il programma rappresenta un passaggio decisivo: senza una piattaforma condivisa, anche la scelta del candidato premier potrebbe alimentare nuove contrapposizioni.

Nel frattempo, il dibattito sulla leadership si è allargato oltre il possibile duello tra Schlein e Conte. Nelle discussioni interne al centrosinistra compaiono infatti anche altri possibili nomi, tra amministratori locali e personalità considerate in grado di raccogliere consensi trasversali. Questa eventualità rende ancora più complessa la definizione delle regole delle primarie, perché il confronto potrebbe trasformarsi da una sfida a due in una competizione più ampia. Anche per questo, nel campo progressista molti preferiscono evitare di considerare già definita la futura gara per la leadership.

La sfida politica va oltre i rapporti tra i leader

Il problema per il centrosinistra non riguarda quindi soltanto i rapporti personali tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. La vera partita consiste nel costruire un’alleanza capace di presentarsi agli elettori con una proposta riconoscibile, una linea politica coerente e una leadership accettata da tutte le componenti. Le primarie potrebbero diventare lo strumento per risolvere la questione della candidatura, ma prima occorre stabilire quali partiti intendano partecipare alla coalizione, quali principi condividano e quali siano i punti sui quali ciascuna forza è disposta a trovare un compromesso.

La situazione resta dunque aperta. Da una parte Conte continua a considerare le primarie un passaggio essenziale per legittimare la leadership del futuro centrosinistra; dall’altra Schlein insiste sulla necessità di costruire prima un programma comune. Le due posizioni non risultano necessariamente incompatibili in assoluto, ma richiedono un accordo sulla sequenza delle decisioni e soprattutto sulla sostanza dell’alleanza. Il campo largo può diventare una reale alternativa al centrodestra soltanto se riuscirà a superare la competizione interna e a trasformare le differenze tra i partiti in un progetto politico condiviso.

Il confronto continuerà quindi nelle prossime settimane, mentre il centrosinistra dovrà affrontare contemporaneamente la definizione del programma, le regole delle eventuali primarie e la scelta della leadership. La partita resta complessa e nessuna soluzione appare ancora definitiva. Il rapporto tra Schlein e Conte rimane uno dei principali snodi della strategia dell’opposizione e proprio dalla capacità dei due leader di trovare una sintesi dipenderà una parte importante della credibilità del progetto alternativo al governo.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata