mercoledì 19 Agosto 2026

Conte accusa la Commissione Covid e interviene sul caso mascherine

L’ex presidente del Consiglio ha respinto le accuse sulla gestione della pandemia, ha difeso le decisioni del suo governo e ha consegnato alla Procura un documento anonimo relativo alla vicenda JC Electronics

Di Redazione
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Giuseppe Conte è tornato al centro del confronto sulla gestione dell’emergenza Covid con una lunga audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta. L’ del Consiglio ha affrontato le contestazioni sulle decisioni assunte dal suo governo durante la fase più difficile della pandemia e ha respinto con fermezza qualsiasi ipotesi di comportamento illecito. L’audizione, svolta il 6 agosto a Palazzo San Macuto, ha riacceso uno scontro che da settimane coinvolge il Movimento 5 Stelle, il centrodestra e le altre forze di opposizione.

Nel corso dell’intervento, Conte ha scelto una linea molto combattiva. L’ex premier ha contestato l’impostazione della Commissione e ha sostenuto che l’organismo d’inchiesta abbia assunto nei suoi confronti un atteggiamento pregiudiziale. “Questa Commissione è stata concepita come un plotone di esecuzione nei miei confronti”, ha dichiarato davanti ai commissari, aggiungendo di non temere gli approfondimenti sull’operato dei suoi governi. Il leader del Movimento 5 Stelle ha inoltre assicurato: “Potete scavare quanto volete, non troverete mai qualcosa di illecito per quanto mi riguarda”.

La difesa delle decisioni prese durante la pandemia

Una parte significativa dell’audizione ha riguardato le scelte adottate tra il 2020 e l’inizio del , quando Conte guidava il governo italiano. Dpcm, restrizioni, zone rosse, approvvigionamento dei dispositivi sanitari, rapporto con gli esperti e gestione della campagna rappresentano alcuni dei principali filoni sui quali la Commissione intende ricostruire e dinamiche decisionali. L’ex premier ha difeso l’impostazione seguita dal suo e ha ricordato il contesto eccezionale nel quale le istituzioni dovettero prendere decisioni con tempi molto rapidi e con informazioni scientifiche che cambiavano progressivamente.

Conte ha rivendicato anche la necessità di bilanciare la della salute con gli altri diritti fondamentali. Secondo la sua ricostruzione, durante l’emergenza i governi hanno dovuto cercare un equilibrio tra la protezione della popolazione e la limitazione delle libertà individuali. L’ex presidente del Consiglio ha quindi respinto l’idea che le decisioni assunte durante quei mesi possano essere valutate ignorando le condizioni straordinarie nelle quali maturarono.

Il caso entra nel confronto politico

Il passaggio più delicato dell’audizione ha riguardato però la vicenda delle mascherine fornite da JC Electronics. Conte ha annunciato di avere consegnato alla Procura di Roma un documento ricevuto attraverso una lettera anonima. Secondo quanto riferito dall’ex premier, il documento contiene un verbale del 2022 relativo a verifiche effettuate sulle forniture della società. Il contenuto, nella ricostruzione fornita da Conte, meriterebbe ulteriori accertamenti proprio in relazione alla conformità dei dispositivi consegnati.

L’ex presidente del Consiglio ha collegato il documento anche alla successiva transazione economica con cui lo Stato ha chiuso il contenzioso con JC Electronics. Nel 2025 il governo guidato da Giorgia Meloni ha infatti raggiunto un accordo con la società per una somma superiore ai cento milioni di euro. Conte ha chiesto di verificare attentamente la vicenda e ha sottolineato la necessità di comprendere tutti gli elementi che hanno condotto alla definizione del contenzioso.

Le affermazioni dell’ex premier non equivalgono tuttavia a un accertamento definitivo sulla conformità delle mascherine o sulla legittimità della transazione. JC Electronics ha contestato la ricostruzione di Conte e ha richiamato gli esiti favorevoli ottenuti nelle vicende giudiziarie e negli accertamenti svolti dagli organismi competenti. Il tema resta quindi al centro di un confronto nel quale le diverse parti sostengono ricostruzioni profondamente differenti.

Lo scontro con la maggioranza e il confronto con Meloni

L’audizione ha assunto rapidamente anche un carattere politico. Conte ha accusato la maggioranza di utilizzare la Commissione come strumento di attacco nei suoi confronti e ha rivolto critiche dirette alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al termine dell’audizione, l’ex premier ha sostenuto che “Giorgia Meloni è la regista di tutto questo” e l’ha invitata a confrontarsi direttamente sul terreno politico. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha così trasformato l’appuntamento parlamentare in un nuovo capitolo del confronto tra il governo e una delle principali forze di opposizione.

La vicenda arriva inoltre dopo settimane di tensioni sulla stessa audizione. Conte faceva parte della Commissione in qualità di parlamentare, ma ha lasciato l’organismo per poter comparire davanti ai commissari come ex presidente del Consiglio. Il Parlamento ha quindi registrato la sua sostituzione all’interno della Commissione, mentre il confronto politico sulla gestione della pandemia ha continuato a crescere.

Il secondo tempo dell’audizione a settembre

L’appuntamento del 6 agosto non ha chiuso il confronto. La Commissione ha infatti previsto il seguito dell’audizione di Giuseppe Conte per il 14 settembre. La nuova seduta consentirà ai commissari di proseguire le domande sull’organizzazione dell’emergenza, sulle decisioni assunte dall’esecutivo e sulle questioni emerse durante il primo confronto. Il caso delle forniture di mascherine e il documento consegnato alla Procura potrebbero inoltre mantenere alta l’attenzione politica e istituzionale.

La Commissione dovrà quindi continuare a distinguere con attenzione tra responsabilità politiche, valutazioni ed eventuali profili di rilevanza giudiziaria. L’organismo parlamentare può svolgere un’attività d’inchiesta e trasmettere agli organi competenti gli elementi che ritiene rilevanti, ma non può sostituire la magistratura nell’accertamento di eventuali responsabilità penali.

Il ritorno di Conte davanti alla Commissione Covid ha dunque riaperto una pagina ancora molto sensibile della politica italiana. A distanza di anni dall’inizio della pandemia, le decisioni prese durante l’emergenza continuano a produrre nel dibattito pubblico. Da una parte, l’ex premier difende il lavoro del proprio governo e respinge ogni accusa di illecito; dall’altra, la maggioranza insiste sulla necessità di esaminare le scelte compiute durante quei mesi e di chiarire eventuali criticità. Il prossimo appuntamento del 14 settembre rappresenterà così un nuovo passaggio di un confronto destinato a mantenere la gestione del Covid al centro della politica italiana.

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