martedì 15 Settembre 2026
Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Roberto Vannacci e Matteo Salvini

Vannacci rischia di far perdere le prossime elezioni al centrodestra

Una simulazione condotta da YouTrend per Sky TG24 analizza l'impatto del nuovo sistema elettorale "Stabilicum": le scelte di Futuro Nazionale condizionano l'assegnazione del premio di maggioranza e la vittoria tra coalizioni

Di Redazione
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L’introduzione dello “Stabilicum” (noto anche come “Melonellum”), la in fase di approvazione parlamentare, modifica radicalmente le dinamiche di voto. La simulazione curata da per evidenzia come l’assegnazione del premio di maggioranza dipenda dalla adottata da Roberto e dal suo movimento, Futuro Nazionale. Il modello mette a confronto due scenari principali: l’integrazione della forza politica nell’ di centrodestra e l’ipotesi di una corsa indipendente alle urne.

Il peso di Futuro Nazionale nella coalizione di governo

L’eventuale presenza di Futuro Nazionale nell’alleanza con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati garantirebbe al centrodestra i numeri per governare sia alla che al Senato. In questo quadro, la coalizione di maggioranza otterrebbe 226 seggi a Montecitorio su un totale di 400 e 117 seggi a Palazzo Madama su 205. Il campo largo dell’opposizione (composto da , M5S, AVS, Italia Viva e +Europa) si attesterebbe invece a 157 deputati e 74 senatori, mentre conquisterebbe 14 seggi alla Camera e 6 al Senato.

Il ribaltamento dei seggi nell’ipotesi di corsa autonoma

Nel caso in cui Futuro Nazionale partecipasse alla competizione elettorale al di fuori delle coalizioni, l’esito della consultazione si capovolgerebbe. Senza la quota di voti di Vannacci, il centrodestra scenderebbe a 139 deputati e 69 senatori, consentendo al campo largo di aggiudicarsi il premio di maggioranza con 221 seggi alla Camera e 110 al Senato. La formazione di Vannacci conquisterebbe autonomamente 25 deputati e 12 senatori. L’impatto sui singoli partiti mostrerebbe contrazioni diffuse nel centrodestra: Fratelli d’Italia passerebbe da 125 deputati (con alleata) a 91 (senza FN); Forza Italia da 35 a 26; la Lega da 26 a 19. Sul fronte opposto, il PD salirebbe da 79 a 110 deputati, il M5S da 45 a 62 e AVS da 25 a 34.

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