giovedì 17 Settembre 2026

Rabbino aggredito a Milano, un arresto e due denunce

La Digos ha identificato tre giovani già noti alle forze dell’ordine: un ventenne è stato arrestato per l’aggressione fisica, mentre altri due ragazzi sono stati denunciati per gli insulti e le derisioni rivolte al rabbino

Di Redazione
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La ha identificato i tre giovani ritenuti coinvolti nell’aggressione ai danni di un rabbino avvenuta a . Si tratta di tre ragazzi nati in Italia e residenti in provincia, tutti con origini nordafricane e legati soprattutto a episodi di aggressione e rapina.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre si sarebbero recati nel capoluogo lombardo per compiere piccoli , in particolare ai danni di altri giovani. Le indagini hanno permesso di individuare rapidamente i presunti responsabili anche grazie alle fotografie scattate dalla stessa vittima durante l’episodio.

La vicenda riguarda l’aggressione subita dal rabbino, prima insultato e successivamente colpito con un calcio. Gli investigatori hanno attribuito al più giovane dei tre il gesto che avrebbe trasformato l’alterco verbale nell’aggressione fisica.

un ventenne

La Digos ha arrestato un 20enne di origine tunisina, regolarmente presente in Italia, che secondo gli elementi raccolti avrebbe colpito il rabbino con un calcio. Il giovane risulta già conosciuto alle forze dell’ordine per precedenti legati a rapine.

Gli investigatori non hanno trovato, al momento, precedenti segnalazioni di natura politica a suo carico. Questo elemento viene considerato nell’ambito degli necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e le motivazioni che hanno portato all’episodio.

La ricostruzione degli investigatori indica quindi una distinzione tra le condotte dei tre giovani. Il ventenne sarebbe quello che avrebbe compiuto l’aggressione fisica, mentre gli altri due avrebbero partecipato soprattutto alla fase precedente, caratterizzata da insulti e derisioni.

Gli altri due giovani denunciati

Gli altri due ragazzi coinvolti hanno 19 e 22 anni. Il primo è di origine tunisina, mentre il secondo è di origine marocchina. Anche loro risultano avere precedenti e sono stati denunciati in relazione all’episodio.

Secondo la ricostruzione della Digos, i due avrebbero insultato il rabbino e gli avrebbero sottratto la kippah, arrivando poi a indossarla per deriderlo.

La kippah sarebbe stata quindi utilizzata dai giovani durante la derisione della vittima, secondo quanto emerso dagli accertamenti condotti dagli investigatori.

I tre sono stati rintracciati dopo essere stati fotografati dalla vittima, elemento che ha contribuito alla loro identificazione. Gli investigatori hanno così potuto procedere nei loro confronti sulla base degli elementi raccolti durante l’.

Il timore per possibili tensioni antisemite

La vicenda viene osservata con particolare attenzione dalle forze dell’ordine anche per il possibile intreccio tra fenomeni di criminalità giovanile e atteggiamenti antisemiti. Gli investigatori valutano infatti con cautela ogni elemento utile a comprendere se l’episodio rappresenti esclusivamente un’aggressione maturata nell’ambito di comportamenti criminali oppure se vi siano ulteriori componenti da approfondire.

L’attenzione delle autorità riguarda soprattutto l’eventuale sovrapposizione tra episodi di criminalità giovanile e manifestazioni di odio . Un fenomeno di questo tipo, se dovesse consolidarsi, potrebbe creare ulteriori tensioni sul territorio e richiedere un’attenta di prevenzione da parte delle forze dell’ordine.

Al momento, gli accertamenti proseguono per definire con precisione il ruolo di ciascuno dei tre giovani e ricostruire tutti i passaggi dell’aggressione. Per tutti e tre è inoltre previsto un foglio di via da Milano, che impedirà loro di rimanere nel capoluogo lombardo secondo le disposizioni adottate dalle autorità.

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