venerdì 18 Settembre 2026
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Politici e influencer in fondo alla classifica della fiducia: in testa scienziati e medici

Secondo il "Global Trustworthiness Index 2026" di Ipsos, riportato dal Corriere della Sera, solo il 12% degli italiani considera affidabile la classe politica, insidiata soltanto dal calo di credibilità degli influencer. Resiste invece il capitale di reputazione per il mondo scientifico, per il personale sanitario e per le forze dell'ordine

Di Redazione
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I dati emersi dal “Global Trustworthiness Index 2026”, la condotta da Ipsos in 31 Paesi e riportata dal Corriere della Sera, tracciano un quadro nitido sulla mappa della credibilità percepita. In Italia, la verso le istituzioni politiche appare ormai consolidata: appena il 12% dei cittadini ritiene “affidabili” i politici scelti tramite elettorato, contro un netto 65% che li giudica negativamente. Un trend che non rappresenta un’anomalia nostrana, ma un fenomeno globale che tocca punte dell’83% in , del 75% in Spagna e sfiora il 67% in Germania e negli Stati Uniti. A fare persino peggio sono gli , di cui il 66% degli italiani, confermando una profonda incertezza che colpisce tanto i meccanismi della rappresentanza quanto il panorama dei nuovi media.

Nuove tecnologie e informazione nell’area di sospetto

Nel fondo della classifica sulla credibilità stilata dall’indagine si posizionano anche i ministri dell’esecutivo (15%), i pubblicitari (15%) e la new entry di questa rilevazione: i chatbot e gli assistenti virtuali basati sull’, ritenuti affidabili solo da un italiano su cinque (20%). Poco sopra si colloca il comparto dell’informazione tradizionale e del lavoro burocratico: giornalisti (23%), conduttori dei telegiornali (22%), funzionari governativi (22%) e imprenditori (22%) condividono i medesimi livelli di scetticismo insieme a banchieri e sacerdoti.

La tenuta della scienza e il segnale sulle relazioni sociali

All’estremo opposto del sondaggio, il capitale di fiducia si concentra sulle figure percepite come garanzia di competenze tecniche e . Gli scienziati conquistano il primato con il 64% delle (+8% al 2024), seguiti dai medici al 61% e dagli insegnanti, oltre ai positivi riscontri per le (42%) e le forze armate (40%). Il dato più allarmante evidenziato dalle pagine del Corriere della Sera riguarda però le relazioni interpersonali: solo il 29% degli italiani dichiara di fidarsi delle “persone comuni”, in calo di 6 punti rispetto al 2024, a testimonianza di un’erosione del legame sociale che va ben oltre il rifiuto verso le élite. Si salvano invece i sondaggisti, ritenuti affidabili dal 30% degli intervistati.

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