Mentre il Medio Oriente brucia e le cronache parlano di raid e tensioni internazionali, il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha deciso che è il momento giusto per scalare le piste da sci. Venerdì e sabato, infatti, Tajani sarà protagonista a Saint-Vincent dell’evento nazionale “Azzurri in Vetta”, organizzato dai gruppi parlamentari di Forza Italia, tra panel di dialogo, confronti sulla montagna e discorsi su turismo, sviluppo e associazioni di categoria. Domenica, la passerella si sposta a Breuil-Cervinia per il trofeo di sci alpino sulla Rocce Bianche.
Non fraintendeteci: nulla contro lo sport. Ma è difficile non notare il contrasto surreale: mentre il mondo osserva missili e tensioni crescenti tra Iran e Medio Oriente, il ministro si dedica alle discese sugli sci. Una scenografia perfetta per Instagram, tra neve e selfie istituzionali, mentre fuori dai confini italiani si contano le vittime dei conflitti.

C’è qualcosa di grottesco in questa scelta: parlare di “montagna” e di “sport nazionale” mentre il pianeta brucia sembra un elegante numero di equilibrismo mediatico. Forse Tajani vuole ricordarci che l’Italia ha bisogno di leggerezza. O forse, più prosaicamente, che in politica il palcoscenico non conosce pause, nemmeno quando esplodono le bombe a migliaia di chilometri di distanza.
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