Un verdetto a sorpresa che fa tremare i palazzi della politica e riapre ufficialmente la partita per la leadership del Paese. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7, le intenzioni di voto fotografano un clamoroso sorpasso: se si andasse oggi alle urne, il Campo Largo si piazzerebbe in testa col 44,9%, staccando di quasi un punto percentuale la coalizione di centrodestra, ferma al 44,1%.
Un risultato di misura ma dal fortissimo valore simbolico e politico, che conferma il trend già evidenziato nelle ultime settimane e consolida la tenuta dell’asse formato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle ed Alleanza Verdi Sinistra.
Meloni regina inespugnabile, ma la Lega affonda sotto il colpo di Vannacci
Nel dettaglio delle singole forces politiche, Fratelli d’Italia guidato dalla premier Giorgia Meloni si conferma ancora una volta il titano assoluto del panorama nazionale, svettando in cima alle preferenze con un solidissimo 29,3%. A completare lo scacchiere di maggioranza ci sono Forza Italia al 7,4%, la Lega incagliata al 5,4%, Noi Moderati all’1% e Sud chiama Nord all’1%.
A far scattare la vera scossa dentro la maggioranza è però la rotta di collisione interna al mondo della destra: la vera sorpresa della rilevazione è infatti Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che sfonda la parete dell’opinione pubblica e vola al 5,6%. Un exploit fragoroso che permette al generale di compiere il sorpasso diretto ai danni della Lega di Matteo Salvini, oramai ridotta ai minimi storici e stritolata dalla concorrenza a destra.
Schlein sale al 20,6% e Conte tiene il M5s sopra il 12%
Sul fronte dell’opposizione, la spinta propulsiva del Campo Largo è guidata dal Partito Democratico di Elly Schlein, che si attesta al 20,6% delle preferenze. Fondamentale per il sorpasso sul centrodestra si rivela l’apporto del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte al 12,4%, affiancato dall’ottimo exploit dell’alleanza Verdi-Sinistra al 6,3%.
Completano il quadro del centrosinistra le forze minori: Italia Viva al 2,3%, +Europa all’1,4%, Avanti Psi all’1% e un pacchetto di altre sigle da 0,9 punti percentuali. Restano invece fuori dai due poli principali sia il movimento di Vannacci sia Azione di Carlo Calenda, confinata al 3,1% e condannata all’isolamento tattico al centro della scena politica.

