È il giorno del blackout e della protesta diffusa. Le piazze italiane tornano a surriscaldarsi per lo sciopero generale indetto dal sindacato autonomo Usb, una giornata di mobilitazione nazionale contro il riarmo e il carovita che vede scendere in campo lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e collettivi pro-Palestina in più di cinquanta città. Dai porti, dove è previsto il blocco delle operazioni per protestare contro il traffico d’armi, alle aule scolastiche, fino alla sanità e al trasporto pubblico, la protesta minaccia di paralizzare i servizi essenziali. Una prova di forza che si consuma in un clima di altissima tensione politica e istituzionale, a pochi giorni dai devastanti disordini e saccheggi che hanno segnato le mobilitazioni delle settimane precedenti.
Lo scontro Salvini-sindacati: «Precetto i trasporti». L’Usb: «Sanzioni illegittime, tiriamo dritto»
A infiammare la vigilia è stato il duro braccio di ferro tra il Ministero dei Trasporti e il sindacato promotore. Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha firmato l’ordinanza di precettazione per limitare i disagi ai pendolari, assicurando che Ferrovie dello Stato garantirà tutti i treni regolari come in una normale giornata.
«Ho fatto il mio dovere di ministro ovvero precettare coloro che non hanno diritto di convocare uno sciopero», ha ribadito Salvini. «Speriamo che tutti rispettino la legge e che chi scenderà in piazza lo faccia in maniera civile, colorata, rumorosa, ma a volto scoperto e senza attaccare le forze dell’ordine».
La replica dell’Usb non si è fatta attendere: il sindacato ha confermato in blocco l’astensione dal lavoro, sfidando apertamente il provvedimento dell’esecutivo. I vertici sindacali hanno dichiarato di «accollarsi le sanzioni, pur pesantissime, nella consapevolezza che siano del tutto illegittime», garantendo che i lavoratori incroceranno comunque le braccia per l’intera giornata.
Piantedosi blindata l’Italia: vertice d’urgenza con i prefetti e città sorvegliate
Di fronte al rischio che i cortei possano trasformarsi nell’ennesimo teatro di guerriglia urbana, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato un vertice straordinario in videocollegamento con tutti i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia dei capoluoghi regionali.
«Gli allarmi ci sono, perché questo modo di attivazione delle piazze è molto insidioso», ha ammesso Piantedosi. «Metteremo in campo un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantendo la sicurezza della comunità e isolando chi scende in piazza solo per commettere violenze».
A Roma, dove oltre ventimila persone sfileranno nel centro storico, i sorvegliati speciali saranno l’Anfiteatro Flavio, teatro del blitz di sabato scorso, e l’area del Circo Massimo dove è allestito il Villaggio della Difesa con droni e blindati esposti. A Milano i cortei verranno deviati lontano dal centro storico e diretti verso la tangenziale nord per evitare repliche dei saccheggi delle scorse settimane, mentre proseguono le occupazioni studentesche come alla Bicocca. Massima allerta anche su Torino e Bologna per cortei multipli attesi fin dal primo mattino.
Esplode il caso intelligence: l’opposizione presenta un’interrogazione
Sulla giornata di sciopero pesa infine la durissima polemica politica per le presunte falle di intelligence legate alle violenze del 17 e 18 ottobre scorsi. Nonostante le rassicurazioni del presidente del Casa Lucio Pifferi, secondo cui nessun allarme è stato sottovalutato, i deputati del PD Matteo Mauri e Debora Serracchiani hanno depositato un’interrogazione parlamentare d’urgenza a Piantedosi per chiarire se il Viminale fosse stato informato dei rischi e perché non siano state adottate misure preventive adeguate. Un attacco condiviso da Filiberto Zaratti di Avs, che ha esortato il ministro a presentarsi in Aula per spiegare la gestione dell’ordine pubblico.

