venerdì 30 Ottobre 2026

Vite spezzate nei cieli della Bosnia: chi sono le quattro vittime dello schianto del Chinook italiano

Ai comandi del CH-47 i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi del Centro Addestrativo AVES di Viterbo. Insieme a loro hanno perso la vita il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente infermiera Laura Procacci del Corpo Militare della Croce Rossa. Il velivolo era decollato dalla Tuscia con scalo a Pratica di Mare prima del tragico impatto

Di Redazione
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Mentre le indagini della magistratura militare muovono i primi passi per accertare le dell’impatto a Brcko, il dolore assume contorni nitidi e strazianti. Hanno un nome e un volto i quattro militari deceduti nello dell’elicottero pesante CH-47 Chinook impegnato nella missione europea Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina.

Si tratta di professionisti dell’aria e della sanità militare: due sottufficiali piloti del Comando Aviazione dell’Esercito (AVES) di stanza a Viterbo e due operatori del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa , caduti nell’adempimento del proprio dovere durante una sessione di addestramento operativo.

I piloti dell’AVES: da Viterbo al tragico volo nei Balcani

Ai comandi dell’aeromobile da trasporto c’erano il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi. Entrambi prestavano servizio al Primo Reggimento ‘Antares’ del Centro Addestrativo AVES di Viterbo, la struttura d’eccellenza incaricata di formare i piloti, affinare le tecniche d’impiego dei mezzi e preparare i “pacchetti di capacità” da proiettare nei teatri operativi internazionali.

Marchesi, trentacinquenne originario di Orvieto, lascia la famiglia nel comprensorio umbro. Appassionato di sport, calcio e montagna, sulla sua pagina social aveva affidato a uno scatto sulla neve la sintesi della sua vita: “Da quando ho cominciato a camminare mi piace correre”.

Secondo la ricostruzione della rotta, l’elicottero era nella giornata di ieri dall’aeroporto militare di Viterbo e, dopo un breve scalo tecnico a Pratica di Mare, aveva sorvolato l’Adriatico per raggiungere il contingente schierato in Bosnia, prima di precipitare per cause ancora in corso di accertamento durante una manovra d’addestramento.

I medici della Croce Rossa e il miracolo tra gli undici

Insieme ai due piloti dell’Esercito sono deceduti due specialisti del Corpo Militare Volontario della CRI impegnati nelle operazioni di soccorso ed evacuazione medica: il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente infermiera . Un terzo operatore della CRI facente parte del team MEDEVAC è rimasto ferito nel crollo del velivolo.

Tra le quindici persone a bordo, il bilancio conta complessivamente undici feriti, per i quali la ha inviato d’urgenza un’ specialistica dall’Italia. Nessuno di loro versa fortunatamente in pericolo di vita. Tra i sopravvissuti c’è anche un altro militare viterbese scampato miracolosamente all’impatto, che ha riportato diverse fratture costali ma è fuori pericolo.

Mentre le salme dei quattro caduti rientreranno nei prossimi giorni in patria per i , la comunità militare si stringe attorno alle famiglie di chi ha pagato con la vita l’impegno per la stabilizzazione dei Balcani.

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