Dalle colline isolate di Palmoli, in provincia di Chieti, fino alle aule accademiche della capitale. La travagliata vicenda della “famiglia nel bosco” — finita sotto la lente dei servizi sociali e della magistratura minorile dell’Aquila per la scelta dei genitori di crescere i figli a stretto contatto con la natura — si arricchisce di un capitolo professionale del tutto inaspettato.
Catherine Louise Birmingham, la madre anglo-australiana al centro della vicenda, ha firmato un contratto di collaborazione con l’Istituto nazionale di Pedagogia Familiare di Roma. L’accordo prevede l’inserimento della donna all’interno del corso di perfezionamento dedicato all’“Intelligenza Naturale”, dove sarà chiamata a tenere incontri formativi incentrati sulla propria testimonianza personale, sull’educazione parentale e sul rapporto simbiotico tra crescita infantile e ambiente naturale.
Il contratto, la riservatezza e il compenso di 60 euro all’ora
L’incarico professionale non sarà a titolo gratuito: l’accordo sottoscritto disciplina una prestazione d’opera retribuita pari a 60 euro lordi per ogni ora di intervento. Un contributo economico che, sommato ai proventi editoriali raccolti dalla Birmingham con la pubblicazione dell’autobiografia “La mia verità” edita da Solferino, servirà a sostenere i costi per la realizzazione della nuova abitazione ecologica a Palmoli, passaggio ritenuto fondamentale dai legali della famiglia per ottenere dal Tribunale per i minorenni il ricongiungimento definitivo dei tre figli.
Il documento d’ingaggio prevede stringenti clausole sulla riservatezza delle parti coinvolte e sulla protezione dei soggetti citati durante la formazione. Per registrare o divulgare i contenuti delle lezioni tenute da Catherine sarà necessaria un’autorizzazione scritta specifica.
Il profilo della “mamma nel bosco”: poliglotta, scrittrice e globetrotter
La scelta dell’istituto romano di avvalersi della Birmingham non nasce soltanto dal risalto mediatico della sua scelta di vita, ma intercetta un background culturale sfaccettato. Nata in Australia, Catherine parla cinque lingue e ha vissuto in diversi Paesi del mondo — tra cui Germania, Giappone, Malesia, Indonesia e Singapore — prima di stabilirsi in Abruzzo insieme al compagno Nathan Trevallion.
In passato ha operato come istruttrice di equitazione e saggista, firmando libri specializzati sul mondo equestre e sulla spiritualità come “Ride for Life” e “The Three Golden Principles for Riders”. Ora la sua storia di resistenza culturale e pedagogica diventa materia d’insegnamento per formatori ed educatori professionali.

