La disfatta dei conservatori americani alle elezioni di medio termine diventa un’arma politica contro il governo guidato da Giorgia Meloni. In un’intervista rilasciata a La Stampa e Il Messaggero, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte legge il voto d’oltreoceano come un rifiuto consapevole delle derive autoritarie, affondando il colpo contro le riforme istituzionali del centrodestra.
«La reazione degli americani è stata anche un secco no alla “capo-crazia”, all’uomo solo al comando. Un modello che anche la Meloni ha provato a introdurre con il premierato», incalza l’ex premier. Per Conte, il segnale arrivato dalle urne statunitensi dimostra che «le persone, quando vogliono davvero il cambiamento, scendono in campo e ribaltano i pronostici».
La ricetta per l’alternativa: «Basta veti, servono risposte coraggiose»
Se il crollo del trumpismo smentisce la favola sovranista travolta dall’inflazione, il leader pentastellato invita le opposizioni a non cadere nell’errore dei facili trionfalismi in vista delle prossime scadenze elettorali: «Questa sconfitta di Trump non significa che abbiamo già la vittoria in tasca anche qui in Italia. Il campo progressista può battere le destre unicamente lavorando e dando risposte concrete ai problemi urgenti del Paese».
Sui veti incrociati che paralizzano l’alleanza di centrosinistra, Conte rivendica l’esigenza di una coalizione plurale e libera da egemonie: «Non sono tra coloro che pretendono di imporre che al centro ci sia un solo partito, perché varie soggettività politiche possono arricchire l’offerta e raggiungere una più ampia platea di elettori». Per costruire l’alternativa a Palazzo Chigi la strada è tracciata: «Questo è il tempo delle scelte coraggiose e di proposte radicali per offrire risposte al malessere diffuso e alle diseguaglianze che sono aumentate nel Paese».

