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domenica 19 Aprile, 2026
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Fondi Ue finiti a una società vicina all’industria militare russa

La Procura europea antifrode ha avviato un’inchiesta su un’impresa sospettata di utilizzare finanziamenti dell’Unione Europea per sostenere l’industria bellica russa e bielorussa, con conseguenti arresti

Da Nora Taylor
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Il progetto sospetto e il finanziamento

Secondo le indagini della Procura europea antifrode (Eppo), l’azienda lituana ha ricevuto fondi pubblici dall’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale (Euspa) per un progetto tecnologico apparentemente dedicato all’agricoltura di precisione. Il piano prevedeva lo sviluppo di ricevitori universali Gnss (Global Navigation Satellite System) con High Accuracy Service (Has), strumenti capaci di fornire dati precisi per macchinari agricoli e mappature sul campo, senza necessità di infrastrutture locali.

Il progetto, dal valore complessivo di poco oltre un milione di euro, ha ottenuto uno stanziamento ufficiale di 745mila euro da parte dell’Euspa, dei quali 447.272 già erogati. «L’azienda ha dichiarato di non essere soggetta a sanzioni Ue, ma gli elementi raccolti suggeriscono il contrario», hanno precisato gli inquirenti.

Dubbi sull’utilizzo militare della tecnologia

Gli investigatori sospettano che la società abbia destinato la tecnologia a scopi militari, fornendo strumenti alla Difesa di Mosca e Minsk. L’indagine, chiamata in codice Precision, ha già portato all’arresto di tre persone ritenute coinvolte nelle operazioni. Secondo l’Eppo, l’azienda ha legami con cittadini bielorussi e società sotto sanzione, evidenziando la possibile finalità bellica dei fondi ottenuti dall’Unione Europea.

Un punto cruciale dell’indagine riguarda il cambio di proprietà aziendale avvenuto nell’aprile 2022, poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina. L’azienda è passata da un cittadino bielorusso a un familiare con doppia cittadinanza statunitense-bielorussa. Gli investigatori sospettano che questo trasferimento sia stato pianificato per dare l’impressione di una gestione estranea alla Bielorussia.

Il ruolo dell’Eppo e le indagini in corso

L’Eppo ha dichiarato che gli approfondimenti proseguono, concentrandosi sulle transazioni finanziarie e sulle comunicazioni con enti militari russi e bielorussi. «Vogliamo verificare ogni elemento e garantire che i fondi dell’Unione Europea non vengano utilizzati per scopi illeciti», hanno aggiunto gli inquirenti.

Gli arresti e le verifiche in corso mirano a chiarire il quadro completo, garantendo trasparenza nella gestione dei fondi europei e prevenendo possibili abusi. La vicenda solleva preoccupazioni sulla sicurezza delle tecnologie avanzate sviluppate con finanziamenti pubblici e sull’efficacia dei controlli sulle aziende beneficiarie.

L’inchiesta europea ha già avuto ripercussioni nel mondo politico e tecnologico, con richieste di maggior rigore nella concessione di finanziamenti e nel monitoraggio delle aziende che operano in settori strategici. Il caso della società lituana resta al centro dell’attenzione, mentre l’Eppo continua a indagare per chiarire tutti i legami con soggetti sotto sanzione e le reali finalità dei progetti finanziati dall’Unione Europea.

A cura della Redazione

 

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