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domenica 19 Aprile, 2026
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Attacchi in Iran

Il conflitto in Iran fa volare il petrolio a 120 dollari

Dopo una settimana di crescente tensione in Iran il prezzo del petrolio arriva ai massimi dal 2022

Da Silvia Forconi
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Cresce la tensione in Medio Oriente e arriva la notizia che in molti si aspettavano: il prezzo del petrolio continua a salire sul mercato mondiale.

Il rimbalzo dei prezzi preoccupa il mercato mondiale

Il Brent e il WTI sono ai massimi dal 2022 e le tensioni non sembrano placarsi. Da un lato, continuano gli intensi bombardamenti di Stati Uniti e Israele; dall’altro, Teheran ha nominato Mojtaba Khamenei, figlio del leader supremo, come nuovo capo religioso, confermando una linea politica dura. Nel corso delle contrattazioni mattutine, il barile di Brent ha raggiunto un picco di 119,31 dollari, mentre il West Texas Intermediate (WTI) ha toccato 119,47 dollari.

Necessaria una riunione di emergenza del G7 e dell’AIE

Secondo quanto riportato dai quotidiani britannici, i Paesi del G7 starebbero valutando di sbloccare tra il 25% e il 30% delle 1,2 miliardi di barili di riserve disponibili. La notizia di una quantità sufficiente a coprire il consumo dei Paesi membri dell’AIE per circa un mese ha provocato un rialzo del Brent del 15,82% a 107,35 dollari, mentre il WTI nell’afterhours ha segnato un +13% a 102,82 dollari.

Non si arresta l’effetto sui mercati azionari

La notizia spaventa tutta l’economia globale e in particolare i paesi maggiormente esposti alle importazioni di greggio.
Gli effetti sui mercati globali sono stati immediati: in Asia, Tokyo ha chiuso con un calo superiore al 5%, Seul a -5,96%, Taiwan a -4,43%, mentre Shanghai ha segnato un calo più contenuto dello 0,67%. In Europa, Piazza Affari ha aperto con un -2,8% sul Ftse-Mib, Francoforte e Parigi hanno registrato contrazioni analoghe e Londra un meno 1,70%.

Cosa rischia la politica monetaria europea

Nell’area euro, la fiammata dei prezzi del petrolio è accentuata dal calo dell’euro, sceso a 1,1557 sul dollaro, aumentando le pressioni inflazionistiche. La situazione potrebbe influenzare le decisioni della Banca centrale europea, il cui prossimo consiglio direttivo è previsto per il 19 marzo. Prima del conflitto in Medio Oriente, non erano attese variazioni dei tassi, ma la rapida evoluzione dello scenario potrebbe portare a una revisione della politica monetaria.

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