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lunedì 27 Aprile, 2026
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Carlo Nordio ph Ansa

Nordio teme la sconfitta: “Se vince il No, non cambia nulla”

I sondaggi danno il No in vantaggio al referendum e il ministro si prepara a gestire eventuali scenari di sconfitta

Da Silvia Forconi
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“Se dovesse vincere il No al referendum, non succederà nulla al governo”. Così esordisce il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto a Brescia in un incontro organizzato da Fratelli d’Italia per illustrare la riforma della giustizia in vista della consultazione del 22 e 23 marzo.

Il Si è a rischio

Gli ultimi sondaggi fanno tremare Palazzo Chigi: per Ipsos il No è in vantaggio di quasi cinque punti e l’elettorato contrario alla riforma Nordio sarebbe al momento più motivato a recarsi alle urne di quello favorevole.
Ma secondo Nordio, la situazione è diversa da quella che portò alla caduta del governo di Matteo Renzi, in quanto ”Oggi c’è una stabilità parlamentare che allora non esisteva, al nostro esecutivo non servono conferme.” Quindi il governo non sarebbe a rischio crollo.

Il confronto con la magistratura

Il ministro ha anche respinto le accuse di aver alimentato tensioni con la magistratura, ricordando lo sciopero proclamato dall’Associazione Nazionale Magistrati. “I toni non li abbiamo alzati noi, la reazione è stata immediata”, ha detto.

Le origini della riforma della giustizia

Nordio ha quindi ricordato le origini della riforma, legata al codice di procedura penale degli anni ’80 voluto dall’allora ministro Giuliano Vassalli, definito “alla Perry Mason” da molti giuristi. La riforma, secondo il ministro, interviene su un nodo storico mai risolto: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, incompiuta per decenni a causa di procedure lunghe e complesse.

“La separazione delle carriere non risolve tutti i problemi della giustizia, come la lentezza dei processi”, ha concluso Nordio. “Ma una giustizia, prima di essere rapida, deve essere giusta”.

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