Il referendum sulla Giustizia si è concluso con la vittoria straordinaria del fronte del “No“. Il 54% dei votanti si è detto contrario alla riforma che porta la firma del ministro Carlo Nordio, il quale oggi si trova a dover incassare una dura sconfitta. “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano”, ha dichiarato poco dopo i primi risultati provenienti dai seggi di tutta Italia.
Anche nella sua Treviso, città che gli ha dato i natali, Nordio ha osservato il “No” vincere con il 50,25% dei voti. Nessuna speranza per il governo Meloni, che ha visto il popolo non allinearsi alla loro propaganda, preferendo informarsi e scegliere in autonomia. Il Guardasigilli, però, ci tiene a sottolineare un aspetto della questione: “Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico“.
Il significato del voto
Nordio cerca di allontanare ogni pericolo dal governo Meloni. La possibilità di un voto anticipato agita il centrodestra, che si trova oggi ad affrontare la prima dimostrazione che l’alternativa è possibile e che la loro egemonia avrà vita breve.
“Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia“, ha aggiunto Nordio, ricordando che fino ad oggi l’Esecutivo ha impiegato tutte le sue energie per spiegare in termini comprensibili questa riforma. Uno sforzo che però non ha ripagato come sperato, se non in termini di affluenza.
Ora, il governo dovrà fare i conti con questo risultato, valutando quali potranno essere le nuove mosse da adottare. C’è chi ipotizza per un voto di fiducia in Parlamento, per dimostrare di avere ancora una maggioranza solida, e chi invece parla già di un possibile voto anticipato. Solo i prossimi mesi potranno fare chiarezza su questa possibilità.
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