Il No prevale al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia sostenuta dal centrodestra. Una bocciatura chiara che ferma il progetto portato avanti dal governo e difeso con forza da Antonio Tajani, leader di Forza Italia e principale volto della campagna per il Sì.
Il segretario azzurro ha riconosciuto il risultato negativo, ma ha subito rilanciato il tema. “Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto”, ha dichiarato. Un messaggio rivolto sia agli alleati sia agli elettori, con l’obiettivo di mostrare che la sconfitta non segna la fine del percorso politico sulla giustizia.
Tajani ha ribadito che la riforma resta una priorità. “La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai a occuparcene”, ha spiegato, sottolineando come durante la campagna elettorale tutti abbiano riconosciuto la necessità di intervenire sul sistema giudiziario, pur con opinioni diverse sulle soluzioni.
Il leader di Forza Italia ha poi voluto ringraziare chi ha sostenuto il progetto. “Voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia”, ha detto. Secondo Tajani, i consensi raccolti non devono essere letti in chiave di schieramento: “Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta”.
Un passaggio è stato dedicato anche alla mobilitazione del partito e dei sostenitori. “Ringrazio le decine di migliaia di volontari e di attivisti che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. È stato un impegno civico di grande valore”, ha affermato. Dopo settimane di scontro duro, Tajani ha chiesto di abbassare i toni del confronto politico. “Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli sentiti in questa campagna referendaria”, ha aggiunto, invitando tutte le forze politiche ad aprire una fase di dialogo più pacata.
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