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domenica 19 Aprile, 2026
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Gesto estremo per amore: Mattarella grazia Franco Cioni

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha concesso la grazia definitiva al pensionato modenese, annullando la pena residua di oltre cinque anni dopo aver valutato le tragiche circostanze del delitto, il parere favorevole dei magistrati e il perdono ricevuto dalla famiglia della vittima

Da Nora Taylor
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Un tragico addio nel cuore della notte a Vignola

La vicenda giudiziaria e umana di Franco Cioni trova oggi una svolta risolutiva. Durante le prime luci dell’alba del 14 aprile 2021, l’anziano uomo di 70 anni compì un atto irreversibile all’interno della sua residenza situata a Vignola, in provincia di Modena. Egli decise di porre fine al calvario della sua compagna di vita, Laura Amidei, ormai ridotta allo stremo da una patologia incurabile. L’uomo scelse di soffocare la consorte con un guanciale mentre lei riposava, agendo spinto da una disperata forma di compassione.

Mezzo secolo di amore e la promessa di non abbandonarla

La coppia, unita da un legame sentimentale profondo durato ben cinquant’anni, si era trasferita tra le colline modenesi nel 2013 dopo una vita trascorsa nel capoluogo. Dal 2016, anno della terribile diagnosi medica, Franco Cioni assisteva quotidianamente la moglie senza alcun aiuto esterno, poiché i due non avevano avuto figli. Durante il procedimento giudiziario, l’uomo spiegò con lucidità le motivazioni del suo gesto: “Non potevo più vederla così”. Egli dichiarò di aver esaudito un desiderio della donna, la quale temeva sopra ogni cosa il ricovero in una struttura sanitaria. Egli voleva onorare la volontà di Laura Amidei di restare tra le mura domestiche fino alla fine.

Il provvedimento di Sergio Mattarella e la libertà ritrovata

Nonostante la condanna iniziale a sei anni, quattro mesi e venti giorni per omicidio volontario, la giustizia ha percorso una strada di rara umanità. Nella giornata di lunedì 22 dicembre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di grazia. Il provvedimento del Quirinale estingue totalmente la pena detentiva ancora da scontare, che ammontava a circa cinque anni e mezzo. Il Capo dello Stato ha considerato diversi elementi fondamentali: il pessimo stato di salute del condannato, il consenso espresso dal Magistrato di sorveglianza e, soprattutto, il fatto che la sorella della vittima avesse pienamente perdonato l’uomo. Questa decisione riconosce l’eccezionalità di un dramma maturato in un contesto di solitudine e sofferenza estrema.

A cura della Redazione

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