Salvatore Borsellino ribadisce la posizione del fratello, ucciso dalla mafia nel ’92. Il suo timore era che “venisse alterata l’indipendenza della magistratura” e “pensava che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i magistrati sotto l’influenza del potere politico”. Si vede inoltre d’accordo con il magistrato Nicola Gratteri e rivendica la sua posizione dicendo che “mafiosi e massoni voteranno sicuramente a favore della riforma”. Lo ha detto durante il programma Battitori Liberi.
Sottolinea peraltro che “chiamare in causa Falcone e Borsellino, due magistrati uccisi affinché non parlassero, è un’oscenità”, così come “definire quei magistrati come un plotone di esecuzione”, in quanto sono proprio loro ad essere finiti “sotto il plotone d’esecuzione”. E continua: “Questa riforma è un golpe, un attentato alla nostra Costituzione, non un referendum, per questo mi sono schierato apertamente per il No”.
Borsellino propone poi una riflessione, sottolineando come in realtà la separazione esista già nei fatti e recriminando a questo governo la tendenza ad andare avanti a “decreti legge e voti di fiducia”. Questo toglie potere al Parlamento. “I mafiosi voteranno sì, loro hanno ucciso i magistrati e non lo hanno fatto per i loro interessi, ma come mano armata dei pezzi deviati dello Stato” – ha concluso.
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