Il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri torna sulla Riforma della Giustizia: “Il SI’ dice che bisogna fare due Csm perché, il pm che ha avuto torto dal giudice, quando poi va al Csm, si vendica sul giudice. E allora lo stesso ragionamento andrebbe fatto quando il giudice d’appello dà torto a quello di primo grado e se quest’ultimo va al Csm si può vendicare del giudice d’appello. Stessa cosa con i giudici d’appello con quelli di Cassazione. Stando a questo ragionamento avremmo bisogno di tre Csm per i tre gradi di giudizio e un Csm per i pm”.
A domanda dei giornalisti di SkyTg24, se la riforma aiuti a superare il nodo delle correnti, risponde: “No. Distrugge qualsiasi tipo di miglioramento del dibattito”. Il magistrato si rivolge inoltre a chi allude alla sua vicinanza al Partito Democratico, sottolineando di non aver neppure mai partecipato ai dibattiti predisposti dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm). E conclude: “Chi mi conosce sul piano umano e professionale tutto può dire meno che sono un opportunista”.
Nicola Gratteri risponde al Foglio: “Nessuna minaccia, ma voi non speculate”
Sempre nel programma di approfondimento Start, Gratteri ha modo di confrontarsi con il Foglio, con il quale è scoppiato il caso Sal Da Vinci. Il magistrato, ironicamente, aveva risposto che il cantante avrebbe votato No e, di fronte alle domande del giornalista, aveva risposto: “Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti“. A quel punto gli è stato evidenziato il tono utilizzato: “I conti?” – ha ribattuto il cronista. Gratteri ha chiuso: “Nel senso che tireremo una rete”.
“Non era mio intento minacciare, chi mi conosce sa quanto io stimi e consideri il giornalismo” – ha risposto riguardo l’accaduto. Ribadendo al contempo che, peraltro, è proprio questo governo ad aver impedito ai giornalisti di inserire i virgolettati “nei pezzi di ordinanze di custodia cautelare, che invece garantirebbero meglio il pensiero del giudice”.
Non manca di ribadire che, da quando ha espresso la sua ferma posizione per il No, non si sono fermati gli attacchi nei suoi confronti “da diversi giornali”, che scrivono “cose false in tutto o in parte”. Da qui la sua decisione di “tirare una linea”. “Io adesso sono impegnato a fare il procuratore della Repubblica di Napoli. Sono impegnato, usando giorni di ferie, ad andare in giro a parlare per il No – e aggiunge – Dopo il referendum deciderò cosa fare di ogni articolo diffamatorio“.
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