L’Associazione nazionale magistrati apre una nuova stagione e prova a voltare pagina dopo mesi di tensioni. Il neo presidente Giuseppe Tango, scelto all’unanimità, indica la strada: confronto con la politica e collaborazione tra tutti gli attori della giustizia.
In un’intervista a Repubblica, Tango mette subito un punto fermo: «l’Anm non potrà mai essere un partito politico. Anche perché non lo vogliamo», spiega. L’associazione, ricorda, rappresenta circa il 95 per cento dei magistrati italiani, mentre solo una quota ridotta aderisce alle correnti interne.
Il nuovo presidente difende anche l’impegno dell’Anm nel dibattito pubblico, in particolare durante la campagna referendaria sulla riforma costituzionale. Un intervento, chiarisce, nato dal dovere di offrire un contributo tecnico e spiegare ai cittadini le ragioni del no. L’obiettivo resta uno: tutelare un sistema giudiziario che garantisca uguaglianza davanti alla legge.
Ora la priorità è ricostruire il dialogo. Tango parla di una strada obbligata per entrare in una fase diversa dopo le polemiche degli ultimi anni. Da qui la scelta di lavorare con il ministero della Giustizia, con l’avvocatura e con tutte le figure coinvolte nei tribunali, con l’intento di trovare soluzioni concrete e migliorare il servizio per i cittadini.
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