La sveglia all’alba, due agenti alla porta, un controllo durato quasi un’ora. La vicenda che ha coinvolto l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, accende uno scontro politico e apre un nodo giuridico delicato: fin dove può spingersi un controllo di polizia quando di fronte c’è un parlamentare europeo.
Oggi a Roma è in corso il No Kings Day, una manifestazione di protesta che ha portato in piazza attivisti e movimenti. Proprio di quell’evento, secondo quanto riferito, gli agenti avrebbero chiesto informazioni all’eurodeputata durante il controllo nella sua stanza d’albergo.
La Questura parla di un atto dovuto, scattato dopo una segnalazione arrivata tramite il sistema Schengen, il meccanismo di cooperazione tra i Paesi dell’area Schengen — lo spazio europeo di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne — che consente alle forze di polizia di condividere informazioni su persone e sicurezza.
L’opposizione denuncia un fatto grave e chiede spiegazioni al governo. Ne abbiamo parlato con l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, oggi deputato del Partito democratico.
Onorevole Orlando, dal punto di vista giuridico, quello avvenuto nella stanza d’albergo di Ilaria Salis può essere considerato legale?
«Loro sostengono che non si tratti di una perquisizione. Dicono che sia scattato un alert sul sistema SIS, il sistema di comunicazione interno all’area Schengen, e che questo meccanismo abbia portato la polizia a fare un controllo. Quello che non torna, secondo me, è un altro punto: tu vai in un albergo, sai dove alloggia una persona e non ti poni il problema di verificare chi sia. Questo è il tema vero».
Quindi il problema non è tanto il controllo in sé, quanto il fatto che si trattasse di una parlamentare?
«Esatto. Loro dicono che quando lei ha dichiarato di essere una parlamentare si sono fermati. Quando un agente entra in una stanza deve capire prima chi ha davanti. Non puoi accorgertene dopo. Secondo me non avevano capito che stavano andando da una parlamentare e, quando lo hanno scoperto, si sono resi conto dell’errore. Non si entra nella camera di una persona senza farsi prima questa domanda».
Se oggi lei fosse ancora ministro della Giustizia, potrebbe intervenire in una situazione del genere?
«No, il ministro della Giustizia non può fare nulla in questo caso. La questione centrale riguarda le prerogative del parlamentare. Se queste prerogative sono state violate, sarà la stessa interessata a segnalarlo alle autorità giudiziarie. È lì che si gioca la partita».
Leggi anche: https://lasintesi.online/ilaria-salis-sottoposta-a-un-controllo-preventivo-nel-suo-hotel-prima-del-corteo-no-kings/
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
