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sabato 18 Aprile, 2026
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Giuseppe Antoci ph Ansa

Antoci (M5S) a La Sintesi: “Sulla direttiva Ue anti-corruzione FdI prima ha frenato, poi ha votato sì per convenienza”

L'europarlamentare e relatore del provvedimento ha spiegato che un voto contrario del partito della premier sarebbe stato complesso da spiegare agli elettori, soprattutto in un momento in cui in Italia si sono verificati alcuni scandali

Da Laura Laurenzi
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A poco più di un anno e mezzo dal 9 agosto 2024, quando il governo Meloni con la cosiddetta riforma Nordio abolì il reato di abuso d’ufficio, questo stesso Esecutivo si trova a fare i conti con una direttiva europea chiarissima. L’Ue ha deciso di introdurre per la prima volta un quadro penale comune sulla corruzione, con reati comuni, sanzioni più severe e anche obblighi per gli Stati membri di dotarsi di strategie nazionali. Un voto che avrà conseguenze dirette anche sull’Italia, come hanno spiegato ai nostri microfoni il parlamentare europeo del M5S e unico relatore italiano della direttiva, Giuseppe Antoci, e l’eurodeputato M5S, Pasquale Tridico.

Onorevole Antoci, in quanto relatore della direttiva, può spiegarci la sua importanza?

“Il Parlamento europeo ha voluto lanciare ai cittadini un messaggio importante in un momento storico in cui si sono verificate diverse indagini sulla presunta corruzione nell’Ue, come nel caso del Qatar-gate e del Huawei-gate. Non ci saranno più zone franche su questo tipo di reati e il provvedimento si concentra proprio sull’esercizio illecito delle funzioni pubbliche e quindi sull’equivalente del nostro abuso d’ufficio. La direttiva, infatti, obbliga gli Stati membri a prevedere almeno due reati gravi, ovvero commessi dal pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni e con intenzionalità”.

Onorevole Antoci, questo cosa significa per l’Italia?

“Significa quanto già affermato dal presidente dell’Autorità anti-corruzione, Giuseppe Busìa, dalla relatrice al testo, Raquel Garcia Hermida, dal presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Tutti hanno citato l’Italia, spiegando che sarà costretta a reintrodurre l’abuso d’ufficio. Il testo che abbiamo approvato chiarisce all’articolo 7 che deve essere reintrodotta la fattispecie di reato all’articolo 323 del codice penale, ovvero quella che con una legge che porta il nome del ministro Nordio è stata cancellata”.

E perché secondo l’eurodeputato di FdI Alessandro Ciriani non è esattamente così?

“Il motivo si spiega con una domanda. Perché per più di un anno siamo rimasti bloccati nel trilogo, ovvero la riunione informale tra rappresentanti del Parlamento europeo, perché non si trovava un accordo sull’articolo 7 della direttiva, che prevedeva questa fattispecie? La stessa che il governo italiano, attraverso il Consiglio europeo, voleva che in quella norma si cambiasse infacoltativoinvece cheobbligatorio‘, come poi è stato approvato? Al momento del voto, poi, gli eurodeputati di FdI si sono astenuti, per cui sorge un’altra domanda: se erano d’accordo, perché hanno ritardato il processo di un anno, tentando di modificare il provvedimento per poi astenersi in commissione? Forse perché adesso, dopo la sconfitta al referendum, era complicato dire ai propri elettori che non si votava contro la corruzione in un momento in cui in Italia un po’ di scandaletti stanno avvenendo. È stata una convenienza politica. È chiaro che sono in difficoltà, mi rendo conto, ma i fatti sono questi e c’è poca interpretazione da dare”.

Onorevole Tridico, ci può spiegare che peso ha questa approvazione a pochi giorni dalla vittoria del “No” al Referendum sulla Giustizia, soprattutto considerando che FdI non ha votato contro la direttiva Ue?

“Ha un peso enorme anche in Italia. Innanzitutto, ha costretto il governo e Giorgia Meloni a procedere con un dietrofront anche sull’abuso d’ufficio, che era stato colpevolmente abolito nel 2024, oltre che sulla separazione delle carriere. Quindi, avevamo ragione noi del M5S che abbiamo seguito questa direttiva e insistito molto. In questa luce va letto anche il cambiamento di voto di FdI, che si era astenuta in commissione e ha votato a favore in plenaria, smentendo il suo stesso Governo che pochi mesi fa aveva abolito l’abuso d’ufficio”.

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