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domenica 19 Aprile, 2026
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Le “Trump Shoes”: il mistero delle taglie extralarge tra i fedelissimi del Presidente

Secondo il Wall Street Journal  nella residenza presidenziale c'è una stanza piena di scatole già pronte con calzature per i fedelissimi del tycoon

Da Alessio Matta
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Alla Casa Bianca gira una strana ossessione. Non riguarda missili, sondaggi o elezioni. Riguarda le scarpe. Quelle di Donald Trump. Francesine nere di vitello, eleganti e lucide, diventate un piccolo simbolo tra i suoi fedelissimi. E da qualche settimana, tra ministri e alleati, sembra essere partita una gara silenziosa: chi porta la taglia più grande.

La scena si ripete quasi sempre nello stesso modo. Trump accoglie l’ospite nello Studio Ovale con il suo classico completo blu Brioni, camicia bianca e cravatta in seta colorata. Poi lo sguardo scende verso il pavimento. “Che numero porti?”, chiede. La risposta finisce nelle mani di un assistente. Poco dopo arriva la sorpresa: un paio di francesine nere firmate Florsheim, valore circa 145 dollari. Il presidente ne è talmente preso che ha iniziato a regalarle a ministri, parlamentari, imprenditori e volti della tv conservatrice.

Secondo il Wall Street Journal  nella residenza presidenziale c’è persino una stanza piena di scatole già pronte, impilate una sopra l’altra, con biglietti e autografi del presidente. Nelle ultime settimane quelle scarpe sono comparse ai piedi di molti uomini chiave del suo cerchio: dal vicepresidente JD Vance al segretario di Stato Marco Rubio, fino al capo del Pentagono Pete Hegseth, al segretario al Commercio Howard Lutnick e ad alcuni presentatori di Fox News.

La curiosità è esplosa dopo una foto pubblicata su X dal giornalista Derek Guy, seguito da oltre un milione di appassionati di moda maschile. Nell’immagine Rubio indossa proprio quelle francesine. Ma con un dettaglio curioso: sembrano almeno due numeri più grandi. Secondo il racconto di Vance, pochi giorni prima Trump avrebbe fatto una battuta durante una conversazione privata: “Si capiscono molte cose di un uomo dalla taglia delle sue scarpe”. Da quel momento, raccontano fonti vicine all’amministrazione, qualcuno avrebbe iniziato a esagerare con il numero. Rubio, alto un metro e settantotto, avrebbe ordinato un 45 e mezzo. Risultato: spazio vuoto tra tallone e tomaia.

La storia ha anche un lato ironico. L’azienda che produce quelle scarpe non ha alcun rapporto speciale con il presidente. Il proprietario, Thomas Florsheim Jr., ha detto più volte di non sapere nulla dei regali presidenziali. In passato ha pure criticato Trump e la sua politica commerciale. Il marchio produce gran parte delle scarpe in Cina e ha subito in pieno i dazi imposti da Washington. Tariffe arrivate fino al 145 per cento. Il tentativo di spostare la produzione in India non ha cambiato molto. Anche New Delhi è finita nel mirino delle misure economiche.

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