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giovedì 23 Aprile, 2026
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Orban in piazza

Budapest in piazza: Orbán sfida Magyar a un mese dal voto

I sondaggi danno il premier ungherese in svantaggio di 20 punti percentuali

Da Maria Vittoria Ciocci
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Lo scontro politico tra Viktor Orbán e il suo avversario Péter Magyar – leader del partito di centro-destra Tisza – si sposta in piazza. Entrambi hanno chiamato i rispettivi sostenitori a occupare le strade di Budapest. Preparano il terreno per le elezioni, previste tra sole quattro settimane.

È stimata la partecipazione di centinaia di persone. Una folla di sostenitori del presidente ha attraversato il ponte sul Danubio, dirigendosi verso il parlamento ungherese, dove il primo ministro è atteso per un discorso. In testa al corteo, uno striscione con la scritta: “Non diventeremo una colonia ucraina!”.

Di rimando, i sostenitori di Magyar hanno organizzato una manifestazione separata nel centro di Budapest. Il partito Tisza ha annunciato che questo diventerà “il più grande evento politico mai visto in Ungheria”. Questa mattina, in un video diffuso sui social, l’avversario di Orbán ha affermato che intende restituire agli ungheresi ciò che il governo uscente ha sottratto. Promette di riportare la fiducia nella libertà e di restituire la patria ai cittadini.

I sondaggi danno Orbán in svantaggio

I sondaggi indicano un netto calo del sostegno al primo ministro Viktor Orbán, in carica dal 2010 con il partito sovranista Fidesz. Péter Magyar, un tempo collaboratore del presidente, sta guadagnando terreno. Ha, infatti, intercettato rapidamente l’elettorato critico dell’attuale governo. Secondo Median, due settimane fa, il leader di Tisza aveva raggiunto il 55%, contro il 35% di Fidesz. Un distacco di 20 punti percentuali, lievitato rispetto ai 12 punti registrati nel mese di gennaio.

Sempre Median ha evidenziato l’inefficacia della retorica anti-Ucraina proposta dal primo ministro ungherese, il quale ha sostenuto che, qualora Magyar vincesse le elezioni, è probabile che invii truppe militari a combattere per Kiev.

Funziona evidentemente di più la linea del rivale, che punta soprattutto sulla deriva illiberale contestata dalla società ungherese.

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