martedì 29 Settembre 2026

Pedopornografia, tutela minori e informazione: ecco perché non fare i nomi degli arrestati, cosa dice il codice deontologico

Di La Sintesi Online
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() – Potrebbe essere trasmesso alla procura di Venezia, competente per i reati distrettuali, il fascicolo che vede indagati un giornalista 48enne, ex vicedirettore di un telegiornale nazionale, e la di liceo 52enne di Treviso accusati di concorso di nei confronti di minori, pornografia minorile, e accesso a materiale pornografico. I nomi dei due, finiti al centro di un’inchiesta avviata a Roma e coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri con i carabinieri del Nucleo investigativo, non vengono resi noti per tutelare il più possibile l’identità dei minori coinvolti nei fatti, ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. 

A far partire le indagini era stata infatti la presentata dall’ex compagno della , dopo che la figlia aveva raccontato di aver trovato sul pc della madre una in cui venivano scambiate foto e messaggi a sfondo sessuale che ritraevano minori, tra i quali anche lei e i suoi due cuginetti di 5 e 8 anni. Proprio nell’interesse supremo dei giovanissimi e dei , il Codice deontologico dei prevede, nelle vicende “che coinvolgono persone minorenni, sia in qualità di protagonisti che di vittime o testimoni”, di non diffondere dati personali e “ogni altra circostanza ed elemento che possano, anche indirettamente, consentire la loro identificazione, avendo cura di evitare sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione. La necessità di tutela è finalizzata ad impedire che l’informazione possa incidere sull’armonico sviluppo della loro personalità, turbare il loro equilibrio psico-fisico e influenzare negativamente la loro crescita”.  

La Carta di Treviso, documento che punta proprio a proteggere i minori quando sono oggetto di informazione, ricorda che “va garantito l’anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca” e va anche “evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione” come ad esempio “le generalità dei “, “l’indirizzo” o “la scuola”. 

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