giovedì 13 Agosto 2026
Tulsi Gabbard. EPA_Luke Johnson

Nucleare iraniano e rischio di escalation: Gabbard sbugiarda Trump

Davanti al Senato, la Direttrice dell'intelligence Usa ha demolito la linea ufficiale della Casa Bianca

Di Giustino Marai
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In una dichiarazione scritta al Senato, la direttrice dell’ nazionale Usa Tulsi Gabbard ha affermato che Teheran “non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dell’uranio” dopo gli attacchi israelo-americani del scorso, smentendo quanto ripetutamente dichiarato da Donald Trump e dai vertici dell’ per giustificare l’intervento in Iran.
Pressata dai senatori democratici sulla discrepanza tra le sue parole e quelle della Casa Bianca, Gabbard ha poi provato a correggere il tiro, asserendo che l’Iran continua a non rispettare gli obblighi verso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica e che “solo il può stabilire se una minaccia è imminente”.

Rischi noti

Lo stato del programma nucleare iraniano non è stato l’unico tema su cui Gabbard ha contraddetto la linea ufficiale della Casa Bianca.
Più volte nei giorni scorsi Trump ha dichiarato che l’Iran “è stato sostanzialmente sconfitto” e che “nessun esperto aveva ritenuto possibile un attacco iraniano contro i partner negli Stati del “.
Per Gabbard, invece, pur indebolito il regime iraniano resta “intatto” e in grado, nel tempo, di ricostruire le proprie capacità ; inoltre i rischi di escalation, inclusi la possibilità di attacchi iraniani ai Paesi del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz, erano noti all’intelligence, che aveva fornito al presidente tutte le informazioni a riguardo.

Intelligence spaccata

Le tensioni attraversano l’intero apparato di statunitense.
, ex direttore del National Counterterrorism Center, si è dimesso ieri con una lettera in cui ha dichiarato che l’Iran “non rappresentava una minaccia imminente” per gli Stati Uniti e che fosse chiaro che “questa guerra è iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”.
Una posizione respinta oggi dal direttore della John Ratcliffe, che al Senato ha presentato l’Iran come una minaccia “costante e immediata” per il proprio paese e ha sostenuto che il programma missilistico iraniano sia ancora fonte di preoccupazione per possibili futuri attacchi sul suolo americano.

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