googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
domenica 19 Aprile, 2026
Logo La Sintesi
Tulsi Gabbard. EPA_Luke Johnson

Nucleare iraniano e rischio di escalation: Gabbard sbugiarda Trump

Davanti al Senato, la Direttrice dell'intelligence Usa ha demolito la linea ufficiale della Casa Bianca

Da Sergio Di Laccio
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

In una dichiarazione scritta al Senato, la direttrice dell’intelligence nazionale Usa Tulsi Gabbard ha affermato che Teheran “non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dell’uranio” dopo gli attacchi israelo-americani del giugno scorso, smentendo quanto ripetutamente dichiarato da Donald Trump e dai vertici dell’Amministrazione per giustificare l’intervento in Iran.
Pressata dai senatori democratici sulla discrepanza tra le sue parole e quelle della Casa Bianca, Gabbard ha poi provato a correggere il tiro, asserendo che l’Iran continua a non rispettare gli obblighi verso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica e che “solo il presidente può stabilire se una minaccia è imminente”.

Rischi noti

Lo stato del programma nucleare iraniano non è stato l’unico tema su cui Gabbard ha contraddetto la linea ufficiale della Casa Bianca.
Più volte nei giorni scorsi Trump ha dichiarato che l’Iran “è stato sostanzialmente sconfitto” e che “nessun esperto aveva ritenuto possibile un attacco iraniano contro i partner negli Stati del Golfo”.
Per Gabbard, invece, pur indebolito il regime iraniano resta “intatto” e in grado, nel tempo, di ricostruire le proprie capacità militari; inoltre i rischi di escalation, inclusi la possibilità di attacchi iraniani ai Paesi del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz, erano noti all’intelligence, che aveva fornito al presidente tutte le informazioni a riguardo.

Intelligence spaccata

Le tensioni attraversano l’intero apparato di sicurezza statunitense.
Joe Kent, ex direttore del National Counterterrorism Center, si è dimesso ieri con una lettera in cui ha dichiarato che l’Iran “non rappresentava una minaccia imminente” per gli Stati Uniti e che fosse chiaro che “questa guerra è iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”.
Una posizione respinta oggi dal direttore della CIA John Ratcliffe, che al Senato ha presentato l’Iran come una minaccia “costante e immediata” per il proprio paese e ha sostenuto che il programma missilistico iraniano sia ancora fonte di preoccupazione per possibili futuri attacchi sul suolo americano.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata