«Tra madre e padre c’è una differenza biologica e su questo non c’è parità che tenga» ha dichiarato Eugenia Roccella, senza giri di parole, ai microfoni di Rai Radio 1 riguardo ai congedi parentali. Per la ministra della Famiglia, l’idea che genitori maschi e femmine siano interscambiabili è semplicemente fuori strada. Il motivo? È scritto nella natura: «Le donne hanno la gravidanza, il parto, l’allattamento, gli uomini no».
Non siamo la stessa cosa
Secondo la ministra, è giusto dividersi il lavoro in casa e la cura dei figli, ma non per questo madri e padri sono «esattamente la stessa cosa». La Roccella rivendica però i numeri del governo, ricordando il miliardo investito per portare i congedi all’80% dello stipendio per tre mesi. Una mossa che, secondo i dati del ministero, avrebbe spinto molti più papà a restare a casa.
Nessun obbligo, solo incentivi
Niente quote obbligatorie o leggi che forzano la mano per la Roccella. La strada sarebbe un’altra: «Il punto non è obbligare, ma stimolare un cambiamento culturale». Insomma, il governo mette i soldi sul tavolo per aiutare chi vuole stare con i figli, ma resta convinto che il ruolo della madre abbia una differenza fisica, che nessuna legge sulla parità potrà mai cancellare.
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