Non è iniziata nel 2001 e non è stata una sorpresa. Secondo una massiccia inchiesta internazionale guidata da El País, la Santa Sede ha nascosto per decenni i casi di pedofilia, con documenti che risalgono addirittura agli anni trenta. Le carte rivelano che la gerarchia ecclesiastica era perfettamente informata sugli abusi, ma avrebbe agito per coprire i colpevoli invece di proteggere le vittime.
L’ombra su Ratzinger
Dai documenti pubblicati oggi emerge che già nel 1986 Joseph Ratzinger, allora Cardinale a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, era perfettamente a conoscenza dei crimini di Peter Hullermann. Nonostante una condanna per abusi, il sacerdote non fu sanzionato ma semplicemente trasferito di diocesi in diocesi, finendo per restare ancora a contatto con i minori.
È una rivelazione pesante, che smentisce la tesi ufficiale, secondo cui il Vaticano avrebbe iniziato a occuparsi seriamente del fenomeno solo a partire dal 2001.
Archivi blindati e segreti di Stato
L’inchiesta, che ha coinvolto testate come il The Boston Globe e Correctiv, accusa il Vaticano di aver emesso direttive specifiche per evitare che i documenti sugli abusi finissero nelle mani delle autorità. Nonostante le nuove prove, continua a regnare il silenzio.
La richiesta che arriva dai media internazionali è quella di aprire gli archivi e non nascondere più un passato che continua a tornare a galla.
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