La guerra tra Israele e Hezbollah ha raggiunto un nuovo tragico traguardo. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dal Ministero della Salute libanese sono 1.001 le persone uccise sotto le bombe israeliane, in un conflitto che non sembra concedere tregua alla popolazione.
Beirut come Gaza
Israele ha allargato il fronte, colpendo quartieri centrali della capitale come Bachura, ben al di fuori delle solite roccaforti nemiche. Gli ordini di evacuazione sono numerosi, l’esercito israeliano ha intimato alla popolazione di sgomberare l’intera area a sud del fiume Zahari, a 40 chilometri dal confine. La strategia sembra ricalcare il “modello Gaza” ovvero svuotare il territorio, distruggere sistematicamente ponti e infrastrutture e colpire la rete finanziaria e sociale del nemico.
Strage di bambini e soccorritori
I numeri forniti da Beirut descrivono una realtà devastante, infatti tra i morti si contano 118 bambini e 79 donne, a conferma di come i raid stiano colpendo pesantemente le aree abitate e non solo gli obiettivi militari. Oltre ai civili, sono 40 gli operatori sanitari rimasti uccisi mentre cercavano di prestare soccorso. I feriti sono invece più di 2.500, molti dei quali in condizioni critiche, mettendo a dura prova il sistema ospedaliero già sull’orlo del collasso.
Un fronte che non si ferma
Questo nuovo bilancio arriva in un momento di massima tensione regionale, con l’Iran che osserva da vicino l’escalation e il Libano che si ritrova nuovamente a essere il campo di battaglia principale della guerra. Nonostante i numerosi tentativi di mediazione diplomatica, continuano i lanci di missili che stanno trasformando il sud del Paese e la periferia di Beirut in un inferno di macerie.
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