lunedì 15 Giugno 2026
Tehran pone cinque condizioni

Teheran ribatte a Trump e pone cinque condizioni per la tregua

La leadership iraniana boccia il piano in 15 punti formulato da Washington ma la Casa Bianca avverte: "Siamo pronti a scatenare l'inferno"

Da Maria Vittoria Ciocci
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Alla fine, in un modo o nell’altro, sono iniziati i negoziati tra Teheran e Washington. La Repubblica Islamica, di , ha rispedito al mittente il in 15 proposto da Trump, in quanto lo considera un bluff del Presidente degli Stati Uniti. Risponde invece con cinque condizioni per la .

Prima di tutto, impone lo stop “degli attacchi e degli assassinii” da parte degli Usa e di . In secondo luogo, chiede la garanzia che non si inneschino anche in futuro ostilità che sfocino nuovamente in un conflitto militare.

La leadership iraniana pretende, di conseguenza, anche la fine dei conflitti che coinvolgono gli nello Stretto di Hormuz e in Libano. Si aggiunge poi il pagamento dei danni di guerra da parte dei responsabili e il riconoscimento del diritto dell’ ad esercitare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz.

Fermo, infine, il rifiuto del dialogo con Steve Witkoff e Jared Kushner – accusati di tradimento –. Teheran indica J.D. Vance come potenziale interlocutore. E di rimando Washington lavora per organizzare colloqui nel fine settimana in Pakistan, Paese mediatore assieme alla Turchia.

Ma per quanto sembra avviata la strada del compromesso, gli Stati Uniti hanno inviato altri 2mila paracadutisti in . Il segnale, questo, che il conflitto potrebbe durare ancora a lungo.

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