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sabato 18 Aprile, 2026
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Addio baseball? Gli americani hanno una nuova ossessione

Le statistiche aggiornate mostrano una scalata senza precedenti per uno sport molto amato

Da Davide Cannata
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Il calcio è ormai il terzo sport più amato negli Stati Uniti, davanti a baseball e hockey su ghiaccio, e alle spalle solo di football americano e basket.

Un sorpasso storico sul baseball

Secondo l’indagine citata dall’Economist, basata su un sondaggio di Ampere Analysis relativo al 2024, il 36% degli appassionati statunitensi indica il football americano come sport preferito, il 17% il basket, mentre il calcio sale al terzo posto con il 10%, superando il baseball fermo al 9%. Più staccato è l’hockey su ghiaccio, al 4%, seguito da tutte le altre discipline tradizionalmente forti nel panorama sportivo USA.

Questo sorpasso sul baseball ha un valore profondamente simbolico, perché tocca uno dei pilastri dell’immaginario ricreativo a stelle e strisce, nonostante la MLB generi ancora circa 12 miliardi di dollari l’anno e resti economicamente molto più grande della Major League Soccer. Il dato certifica però che il calcio non è più un fenomeno di nicchia, ma una passione ormai normalizzata nella cultura sportiva americana.

Dal Mondiale ’94 al nuovo boom

Il Mondiale del 1994 avrebbe dovuto spalancare le porte degli Stati Uniti al calcio, ma si limitò soprattutto a consolidare l’idea di una Nazionale competitiva, senza trasformare davvero il panorama degli sport più amati. Il Mondiale in arrivo, invece, viene descritto come l’occasione per completare un percorso lasciato in sospeso da oltre trent’anni, sfruttando un’onda di interesse che oggi è molto più forte e radicata.

In questo contesto, l’indagine di settore mostra come la passione americana per il calcio sia ormai paragonabile – e in diversi casi superiore – a quella per sport come boxegolf o tennis, che in passato rappresentavano il riferimento per chi cercava alternative a football, basket e baseball. Il calcio, insomma, non deve più “entrare” nel mercato statunitense: ha già trovato il proprio spazio e sta cominciando a contendersi la centralità emotiva dei tifosi.

L’effetto Messi e il ruolo dell’Inter Miami

Nel cambiamento di percezione del calcio negli USA pesa in modo decisivo l’arrivo di Lionel Messi, definito come una vera e propria “multinazionale” piombata sul movimento americano come un tornado. Al di là dei trofei – a partire dal primo storico titolo MLS conquistato con l’Inter Miami un mese fa – la sua presenza ha un impatto economico e commerciale fuori scala rispetto ai canoni locali.

Il fuoriclasse argentino è descritto come più grande di qualunque franchigia del campionato e, per molti versi, più grande della stessa MLS, perché negli ultimi due anni e mezzo ha spostato equilibri e miliardi di tifosi in tutto il mondo. La sua capacità di conquistare nuovi appassionati anche all’interno degli Stati Uniti viene indicata come l’intuizione più vincente degli addetti ai lavori, a partire da David Beckham, tra i principali artefici del progetto Inter Miami.

Mondiale per Club e nuova generazione di tifosi

Anche il recente Mondiale per Club disputato negli USA ha contribuito a consolidare la popolarità del calcio nel Paese, grazie a un seguito rilevante e a prezzi di lancio al botteghino che hanno permesso a molti curiosi di avvicinarsi in modo diretto alle dinamiche del pallone. Nonostante le controversie che hanno accompagnato il torneo, l’evento ha dimostrato che il potenziale del calcio statunitense è ormai pronto per essere sfruttato su larga scala.

Con il Mondiale per Nazionali alle porte, l’orizzonte che si delinea non è quello di una semplice fiammella da accendere, ma di un possibile volano generazionale capace di coinvolgere chi non ha ancora sperimentato la magia di questo sport. Del 1994 resta solo un ricordo lontano – e per gli italiani un ricordo molto amaro – mentre gli Stati Uniti hanno finalmente capito a chi vendere questo sport: agli statunitensi, che oggi lo scelgono sempre più spesso come propria passione principale.

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