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sabato 18 Aprile, 2026
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Vannacci e Alemanno. ANSA_Antonio Nardelli

Asse Vannacci-Alemanno: nasce il nuovo polo della destra radicale

Il 31 marzo il movimento Indipendenza fondato dall'ex sindaco di Roma confluirà in Futuro Nazionale

Da Sergio Di Laccio
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Il 31 marzo si preannuncia come una data chiave per gli equilibri della destra italiana. A Roma verrà ufficializzata la confluenza del movimento Indipendenza, fondato da Gianni Alemanno, in Futuro Nazionale, il progetto politico lanciato da Roberto Vannacci. Un passaggio che arriva mentre il governo è indebolito dagli strascichi del referendum e che punta a costruire un nuovo polo sovranista, alternativo agli assetti attuali del centrodestra.

Le convergenze

L’operazione nasce dall’avvicinamento tra Alemanno e Vannacci, già evidente negli ultimi mesi tra incontri pubblici e dichiarazioni convergenti. Il movimento Indipendenza, circa 2mila iscritti, dovrebbe fornire la struttura organizzativa a Futuro Nazionale, che invece ha raccolto adesioni diffuse ma meno radicate sui territori. L’obiettivo sarebbe quello di dare forma a una destra più identitaria in grado di competere sul piano elettorale, anche erodendo voti all’attuale maggioranza.
A giugno è previsto il congresso fondativo di Futuro Nazionale, con l’intenzione di arrivare pronti alle prossime campagne elettorali.

Il ruolo di Adinolfi

Attorno al progetto si muove un’area più ampia della destra radicale. In particolare Mario Adinolfi, forte del 5% ottenuto alle suppletive in Veneto con il Popolo della Famiglia, ha rilanciato la proposta di un “Partito della Nazione”: un rassemblement che unisca tutte le anime del centrodestra, dagli ex missini ai leghisti, fino ai nazionalisti di Vannacci e ai cattolici del suo movimento. Adinolfi, da mesi interlocutore di Vannacci, non sembrerebbe dunque intenzionato a confluire nel partito ma ha lasciato aperta la porta a future convergenze. Il suo movimento potrebbe infatti risultare decisivo sia per la raccolta firme alle Politiche sia per contribuire alla creazione di un eventuale gruppo parlamentare.

La sfida a Meloni

La nascita del nuovo contenitore politico rappresenta anche una sfida diretta alla leadership di Giorgia Meloni. L’area che si raccoglie attorno a Vannacci e Alemanno accusa il centrodestra di essersi spostato su posizioni troppo moderate e “sistemiche”.
Uno dei principali promotori di questo nuovo soggetto politico è Roberto Jonghi Lavarini, il Barone nero, già condannato per apologia del fascismo e indagato per finanziamenti illeciti e riciclaggio – inchiesta poi archiviata senza processo. “In campo geopolitico la vera sfida sarà al centrodestra meloniano, completamente appiattito su posizioni filo ucraine, europeiste, atlantiste e sioniste, contrarie ai legittimi interessi nazionali del nostro popolo, delle nostre famiglie e imprese”.

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