L’Italia avrebbe negato l’utilizzo della base militare di Sigonella agli Stati Uniti. Lo riferisce in esclusiva Il Corriere della Sera, specificando che il “No” del governo italiano si sarebbe verificato alcuni giorni fa, ma sarebbe stato tenuto riservato. Una decisione che avrà inevitabili ripercussioni sul rapporto tra Roma e Washington che in questi anni si era in parte solidificato grazie alla stretta relazione tra Giorgia Meloni e Donald Trump.
A convincere il nostro Paese a non garantire l’utilizzo delle basi è stata la mancanza di richiesta di autorizzazione da parte degli statunitensi. Secondo quanto riporta il Corriere, il Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, è stato informato che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevedeva un atterraggio a Sigonella. Da lì sarebbero poi ripartiti per il Medio Oriente. Le autorità Usa, però, non avrebbero consultato i vertici italiani, né chiesto alcun via libera, comunicando il piano mentre gli aerei erano già in volo.
Le reazioni della politica
Le opposizioni italiane hanno chiarito che quanto avvenuto con Sigonella sarebbe un “atto dovuto“. Tra i primi a spiegarlo c’è Angelo Bonelli di Avs, che ha chiarito come i “trattati vanno rispettati e la decisione è coerente con questo principio”. Il leader ha specificato che non è possibile “nascondersi dietro l’ipocrisia“, in quando da Sigonella continuano a passare mezzi militari Usa, così come in diverse altre basi italiane.
“Il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, Donald Trump”, ha dichiarato con fermezza.
Cosa sappiamo del caso Sigonella
Inoltre, i voli non erano logistici e quindi non erano compresi nel trattato degli Stati Uniti con il nostro Paese. Portolano ha quindi informato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, di quanto stava accadendo. Solo alcune settimane fa il ministro aveva specificato che ogni operazione che non fosse rientrata nei Trattati avrebbe dovuto essere autorizzata e anche analizzata in Parlamento.
Di fronte alle modalità di azione americane si è quindi deciso di vietare l’utilizzo di Sigonella. Inoltre, era stato certificato che gli aerei indicati nel Piano di volo avevano il cosiddetto “caveat“, ovvero limitazioni che ogni Nazione pone all’uso delle proprie forze durante le missioni internazionali, per cui non era possibile l’atterraggio se non in caso di emergenza. Una contingenza che in questo caso non era presente.
Portolano ha quindi informato il Comando Usa della decisione presa, come espresso dal mandato di Crosetto. Una situazione che ricorda quanto avvenuto nel 1985, quando il governo Craxi vietò agli Usa guidati da Ronald Reagan di prendere in consegna i terroristi palestinesi responsabili del dirottamento della nave italiana Achille Lauro. Il premier sostenne che l’illecito era avvenuto su territorio italiano, per cui i colpevoli dovevano essere processati nel nostro Paese. Una decisione che rischiò di degenerare in un forte scontro diplomatico tra Roma e Washington.
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