Dopo aver occupato la sala stampa di Montecitorio per bloccare la conferenza sulla remigrazione, 32 deputati del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Democratico sono stati sospesi per 5 giorni. Il 30 gennaio, infatti, il deputato leghista Domenico Furgiele aveva organizzato una conferenza stampa, che prevedeva la partecipazione di esponenti dell’estrema destra, sul tema del rimpatrio forzato degli immigrati.
Le opposizioni erano intervenute e, con in mano la foto di Giacomo Matteotti, avevano impedito al portavoce di Casapound, Luca Marsella, di aprire l’incontro con la stampa.
La sanzione
L’ufficio di presidenza della Camera ha stabilito la sanzione contro i deputati dopo una trattativa in cui Azione si era posta come intermediario: inizialmente si era ipotizzato un solo giorno di sospensione, simbolico. Azione infatti ha voluto difendere il principio di libera espressione, per il quale a nessuno dovrebbe essere impedito di dire il proprio pensiero alla Camera.
Gli accusati, invece hanno rivendicato di aver difeso la Costituzione contro l’ingresso dei fascisti a Montecitorio.
Il Pd ha contestato quanto deciso dall’ufficio di presidenza della Camera, parlando di “deriva sconcertante, decisione incomprensibile e grave”.
I deputati sospesi
Nello specifico sono stati sanzionati con 5 giorni di sospensione ventidue deputati, dieci del Pd, otto del Movimento 5 Stelle e quattro di Avs, per aver occupato fisicamente i banchi degli oratori (Bakkali, Cuperlo, Orfini, Sportiello, Ricciardi Riccardo, Zaratti, Auriemma, Boldrini, Bonelli, Caso, De Maria, Ferrara, Fratoianni, Lomuti, Mari, Morassut, Quartini, Romeo, Sarracino, Scotto, Silvestri Francesco, Stumpo).
È stata invece inflitta una “pena” ridotta di quattro giorni ai restanti 10 deputati, cinque del Movimento 5 stelle e cinque del Pd (Alifano, Casu, Ciani, Di Biase, D’Orso, Gribaudo, l’Abbate, Mancini, Orrico e Ricciardi Marianna).
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