giovedì 13 Agosto 2026
Elvira Antonelli. Ph: fotogramma da Youtube

“Ancora nessuna certezza”: la cautela della procuratrice sul giallo di Pietracatella

Solo l'autopsia potrà dare risposte definitive sulle cause del decesso delle due donne. Ma c'è il forte rischio di inquinamento delle prove

Di Giustino Marai
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Nonostante il moltiplicarsi di ricostruzioni e sospetti sulla di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, la procuratrice di Larino Elvira Antonelli invita alla calma: le notizie circolate in questi giorni “sono quantomeno azzardate, e infatti io non le ho mai confermate”, dice.
Il riferimento è alle analisi del centro antiveleni di Pavia, che hanno rilevato una “non negatività” alla ricina, un elemento tecnico che non equivale a una prova. Sebbene siano stati esclusi alcuni agenti patogeni più , come il botulino e il veleno per , le cause della morte delle due non sono ancora state individuate con certezza. Finché non riceverà l’esito dell’autopsia completo delle conclusioni degli di Pavia, spiega la procuratrice, nessuna conclusione sul giallo di Pietracatella potrà essere confermata.

I rischi di inquinamento delle indagini

Il passaggio più netto riguarda però i rischi legati alla diffusione di informazioni non verificate.
Il primo pensiero di Antonelli va alla figlia maggiore di Gianni Di Vita, che non era presente alla cena che ha costretto il al ricovero in ospedale e che si è rivelata fatale per la madre e la sorella: “Sono preoccupata per questa ragazza, che già da mesi sta affrontando il dolore di una famiglia spezzata. Penso al peso mediatico che sta sopportando. Non è giusto ed è dovere di tutti tutelarla”.
E poi l’ sulle investigative, con il rischio di inquinamento delle prove: “Pensi al paradosso: rischiamo di avere tra qualche settimana la conferma della ricina come causa della morte, e magari chi l’ha somministrata se n’è disfatto o ha avuto modo di cancellare le prove”.

Il lavoro delle Procure

I risultati completi dell’autopsia sono attesi entro fine , ma le indagini vanno avanti.
Sulla base degli ultimi elementi emersi, sebbene ancora non probanti, il fascicolo è stato trasferito dalla Procura di Campobasso, che stava investigando su eventuali profili di colpa medica, alla Procura di Larino, che si concentra su un’ipotesi più grave: omicidio premeditato mediante avvelenamento. La sta già ascoltando amici e conoscenti della famiglia, mentre è previsto a breve un nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella, sotto sequestro dai giorni immediatamente successivi alla tragedia.

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