Il ministero del Turismo è ora nelle mani di Gianmarco Mazzi. Le dimissioni di Daniela Santanchè hanno permesso all’ex manager di cantanti e musicisti e organizzatore della partita del cuore di scalare con una certa velocità i ranghi di FdI. Da sottosegretario alla Cultura a ministro nel giro di pochi anni, in cui però le polemiche non sono mancate. Mazzi ha lasciato dietro di sé un ruolo che per il momento rimane scoperto e una serie di dossier che, secondo Il Fatto Quotidiano, nasconderebbero possibili conflitti di interesse.
Grazie alla bozza del nuovo codice dello spettacolo – che permette ai ministeri e non più ai Comuni proprietari dei teatri di avere la maggioranza in Cda nelle fondazioni lirico-sinfoniche – nel 2023 Mazzi avrebbe permesso alla sovrintendente Cecilia Gasdia (FdI) di nominare il nuovo Consiglio di amministrazione di Arena Verona Srl. Si tratta della società che si occupa di extralirica, di cui Mazzi era stato amministratore delegato fino all’anno precedente. Una nomina compiuta all’insaputa di Damiano Tommasi, eletto dal centrosinistra, che ha poi impugnato la decisione in Tribunale.
Il caos nei Teatri dell’era Mazzi
La capogruppo di Avs, Luana Zanella, aveva presentato un’interrogazione all’allora ministro della Cultura, Giuliano Sangiuliano, chiedendo di togliere le deleghe a Mazzi “per evidente opportunità politica”. Una richiesta rimasta senza alcun tipo di risposta e su cui ancora aleggiano diversi dubbi. Una situazione simile si è ripresentata nel 2025, quando Fulvio Macciardi è stato nominato sovrintendente al Teatro San Carlo di Napoli, contro il parere del sindaco, ma grazie ad un accordo tra Regione, ministero e privati in Consiglio di amministrazione.
Una serie di nomine che hanno iniziato ad inquietare il settore, tanto che a Trieste si è deciso di trovare un accordo lampo tra Comune e Regione per nominare il sovrintendente senza avere un accordo col ministero. Una situazione diventata ancora più ingombrante nel caso del teatro di Venezia. Si tratta dell’evento che ha destato più scalpore, a causa delle conseguenze che ha portato con sé. In questo caso, il ministero ha imposto il sovrintendente Nicola Colabianchi (FdI), in accordo con il Comune e la Regione. Colabianchi ha poi nominato direttrice artistica Beatrice Venezi, senza avvisare l’orchestra che avrebbe dovuto dirigere, e scatenando una levata di scudi contro una Maestra non ritenuta adatta al ruolo dai suoi stessi musicisti. Da quella nomina sono passati cinque mesi, ma la mobilitazione del teatro contro Venezi e Colabianchi continua senza tregua, allargandosi anche ad altri teatri.
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