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sabato 18 Aprile, 2026
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Alice Weidel. EPA_Clemens Bilan

L’AfD si smarca da Trump: “La guerra in Iran è una catastrofe”

Il partito di estrema destra tedesco prende la distanze dalla galassia Maga. Chrupalla: "Via i soldati americani dalla Germania"

Da Sergio Di Laccio
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L’ultradestra tedesca di Alternative für Deutschland (AfD) prende le distanze da Donald Trump sulla guerra in Iran e riduce i contatti politici con l’amministrazione americana. Secondo il Financial Times, il partito ha chiesto ai propri deputati di limitare le visite a Washington, evitando delegazioni numerose e privilegiando contatti più mirati con esponenti della galassia Maga. Una strategia che mira a intercettare e trasformare in consenso elettorale il crescente malcontento del popolo tedesco per il conflitto e la paura sempre più concreta di una crisi energetica che rischia di spazzare via i timidi segnali di ripresa economica.

Dalla sintonia alle frizioni

Il cambio di linea segna una chiara discontinuità rispetto alla sintonia degli ultimi due anni tra AfD e Maga.
Dopo la rielezione di Trump, una delegazione del partito aveva partecipato all’ inaugurazione a Washington, mentre figure Maga di primo piano come Elon Musk e JD Vance avevano sostenuto apertamente AfD nella campagna elettorale del 2025. Oggi però i co-leader Alice Weidel e Tino Chrupalla criticano apertamente i raid americani: Weidel, da sempre la voce più filostatunitense dei due, ha accusato Washington di agire “senza un piano” e ha definito il conflitto “una catastrofe”. Ma la sintonia aveva iniziato a incrinarsi già qualche mese addietro, quando Trump aveva ripetutamente alluso all’opportunità di prendere il controllo della Groenlandia.

Le elezioni regionali

Non è ovviamente un caso che la svolta arrivi in questi giorni: AfD si sta infatti preparando alle elezioni regionali nell’est della Germania, dove il sentimento antiamericano è più radicato e il 58% dei cittadini giudica ingiustificati gli attacchi contro Teheran. Un cambio di postura può dare al partito la spinta decisiva per superare la CDU di Merz in quello che secondo i sondaggi sarà un testa a testa.
Così, lo scorso fine settimana, durante un comizio in Sassonia Chrupalla ha rilanciato la richiesta di ritiro dei circa 38mila soldati statunitensi presenti nel Paese. Una posizione che l’AfD ha sempre avuto nel proprio programma, ma che oggi può tornare centrale e attirare voti.

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