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sabato 18 Aprile, 2026
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Roberto Fico ph Ansa

Fico (M5S) sul trapianto fallito al Monaldi: “Quella di Domenico è una storia di errori e omissioni”

Il presidente della Regione Campania ha chiarito che la sua amministrazione lavorerà affinché queste tragedie non si verifichino più. "Al centro del sistema sanitario vi sia solo il paziente e nessun altro", ha dichiarato nel corso dell'informativa in Consiglio regionale

Da Laura Laurenzi
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A quasi due mesi dalla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto a seguito di un trapianto di cuore fallito, le autorità competenti continuano a cercare di fare luce su cosa sia accaduto il 23 dicembre 2025, data dell’espianto e dell’operazione a cui è stato sottoposto il minore. Lo ha confermato oggi il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, nell’informativa dedicata alla tragedia. “Quella che stiamo trattando è la storia di un sistema che su più livelli e per un periodo troppo lungo ha visto reiterare errori o omissioni”, ha chiarito il governatore, assicurando che la sua amministrazione regionale è intenzionata a migliorare il sistema sanitario del territorio campano, affinché episodi come questo non si verifichino più.

Fico ha confermato l’intenzione della Regione Campania di costituirsi parte civile nell’eventuale processo che scaturirà dalle indagini della Procura di Napoli e ha riconosciuto le “criticità significative” già emerse dalle indagini. La prima sarebbe proprio la mancata comunicazione tra i diversi settori della sanità regionale, come avrebbe dimostrato il fatto che per intere settimane il caso del piccolo Domenico è rimasto confinato all’interno dell’Azienda ospedaliera “senza che nessuna comunicazione formale raggiungesse la Direzione generale regionale”.

Fico: “Al centro del sistema sanitario ci deve essere solo il paziente”

Inoltre, Fico ha sottolineato come dalla documentazione acquisita sia emerso che il reparto di Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi “operava in un clima di significativo conflitto relazionale interno”. Elementi che secondo il presidente di Regione sarebbero “emblematici dei contesti che producono questo tipo di errori, quelli in cui la competizione prevale sulla collaborazione e la formazione dipende dalle iniziative individuali invece che da un presidio organizzativo”. Una situazione che la sua amministrazione si assicurerà non si verifichi in futuro, in nessuno degli ambiti sanitari della Regione. “Perché nel sistema sanitario al centro c’è il paziente, e nessun altro”, ha spiegato con convinzione.

Intanto proseguono anche i contatti tra la famiglia del piccolo Domenico e l’Azienda Ospedaliera dei Colli per la valutazione delle condizioni per un accordo sul risarcimento danni per la morte del bambino. Secondo quanto si apprende, nell’ultimo incontro con l’avvocato della famiglia Caliendo, la richiesta della difesa è stata di un componimento bonario di 3 milioni di euro, considerato un punto di partenza per le trattative. Nessuna cifra, però, potrà restituire la vita a Domenico. “La ricerca della verità non è vendetta, è giustizia”, ha ribadito la mamma del piccolo, divenuta simbolo di questa battaglia per la verità.

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